Operatrice perseguitata per quattro anni da un collega: 29enne con braccialetto elettronico

Dopo anni di molestie, minacce e violenze, una 34enne dell’Est veronese trova il coraggio di denunciare. Il Gip dispone il divieto di avvicinamento e il controllo elettronico per l’uomo

Un 29enne residente nella Val d’Alpone è stato sottoposto a misura cautelare con braccialetto elettronico dopo la denuncia per stalking e violenza sessuale presentata da una operatrice socio-sanitaria 34enne che lavora in una casa di riposo dell’Est veronese. La donna, sposata e madre, ha raccontato ai carabinieri di essere stata vittima di un incubo durato quattro anni, fatto di molestie, pedinamenti, minacce e aggressioni fisiche da parte di un collega che non aveva accettato il suo rifiuto.

Un amore malato e un calvario quotidiano
L’uomo, innamorato in modo ossessivo della collega, la tempestava di messaggi, la seguiva nei luoghi di lavoro e nei momenti privati, le faceva trovare regali e lettere, persino sulle finestre di casa. Nonostante i continui rifiuti, il 29enne ha progressivamente trasformato la sua infatuazione in persecuzione, arrivando a comportamenti sempre più aggressivi.

In più occasioni avrebbe palpeggiato e schiaffeggiato la donna davanti ai colleghi, fino a spingerla e strattonarla nel tentativo di costringerla a parlare con lui. In un episodio, nel novembre 2024, l’avrebbe anche minacciata di picchiarla dopo che lei aveva rifiutato di farsi accompagnare a un concorso di lavoro a Padova.

Messaggi a sfondo sessuale e regali inquietanti
La denuncia depositata il 25 ottobre scorso ai carabinieri di Ronco all’Adige, guidati dal luogotenente Michele Riefoli, ricostruisce un comportamento persecutorio di lunga durata. L’uomo avrebbe inviato alla vittima messaggi erotici via WhatsApp, incluse foto intime e video dei propri rapporti sessuali con l’ex compagna, a sua insaputa.

A questi si aggiungono regali indesiderati e dal tono ambiguo: due salvadanai consegnati nel 2024 nel parcheggio della struttura, un profumo nascosto nella borsa della donna a San Valentino, uova di Pasqua e buoni regalo recapitati direttamente a casa. Tutti gesti che, nel contesto di un rifiuto costante, hanno contribuito ad alimentare la paura e l’ansia della 34enne.

L’intervento della magistratura
Dopo mesi di indagini e testimonianze raccolte, il Gip Enrico Zuccon del Tribunale di Verona, su richiesta del pm Maria Federica Ormanni, ha disposto l’applicazione del braccialetto elettronico per l’indagato. Il 29enne deve mantenersi ad almeno 500 metri dalla vittima e dai luoghi che lei frequenta abitualmente.

Inoltre, il giudice ha imposto il divieto assoluto di contatto con la donna e con i suoi familiari, anche tramite social network o messaggi elettronici. Il provvedimento è arrivato dopo che l’uomo aveva tentato di inviare una richiesta di amicizia su TikTok alla figlia undicenne della sua vittima, in un gesto considerato particolarmente grave e persecutorio.

Una storia di coraggio e giustizia
L’operatrice socio-sanitaria, dopo anni di silenzio e di paura, ha trovato la forza di denunciare e di mettere fine a un incubo che le aveva stravolto la vita. Il caso riaccende l’attenzione sulla necessità di intervenire tempestivamente contro le condotte di stalking, spesso sottovalutate fino a quando non degenerano in episodi di violenza fisica.

Redazione

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