Blitz animalista alla stazione di Verona per la libertà dell’orso Papillon

Militanti di Centopercentoanimalisti protestano contro la detenzione dell’orso al Casteller di Trento

Un’azione simbolica in difesa dell’orso Papillon ha avuto luogo ieri, venerdì 24 ottobre, alla stazione di Verona Porta Nuova, dove alcuni attivisti del movimento Centopercentoanimalisti hanno organizzato un blitz per chiedere la liberazione dell’animale detenuto da anni nel centro faunistico del Casteller, in provincia di Trento.

I manifestanti hanno scelto l’orario di partenza dell’intercity delle 17:01 diretto a Monaco di Baviera per attirare l’attenzione dei viaggiatori internazionali. Durante la breve sosta del treno, di circa nove minuti, hanno esposto uno striscione in inglese e tedesco, rivolto all’opinione pubblica europea, denunciando quella che definiscono una “detenzione ingiusta” del plantigrado.

Secondo le rivendicazioni del gruppo animalista, Papillon non avrebbe mai mostrato comportamenti aggressivi verso gli esseri umani, ma sarebbe stato classificato come “orso confidente”, e per questo catturato, rinchiuso, castrato e sottoposto a trattamenti farmacologici che ne avrebbero alterato la volontà. Gli attivisti sostengono che l’animale sia da anni privato della libertà senza un reale motivo di sicurezza.

Il movimento ha inoltre ricordato che personalità come Brigitte Bardot e Michela Brambilla si sarebbero da tempo offerte di sostenere il trasferimento di Papillon in una riserva protetta all’estero, dove avrebbe potuto condurre una vita più naturale. Tuttavia, secondo gli attivisti, tale soluzione “umanitaria” sarebbe stata ostacolata dalla giunta provinciale di Trento, decisa a mantenere l’orso al Casteller.

L’iniziativa a Verona si inserisce in una più ampia campagna di sensibilizzazione nazionale e internazionale per denunciare le condizioni in cui vivono alcuni orsi trentini ritenuti “problematici”. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno proceduto all’identificazione dei partecipanti, senza tuttavia segnalare disordini o incidenti.

Il gesto ha suscitato reazioni contrastanti: da un lato il sostegno di chi considera la protesta un atto di civiltà, dall’altro le critiche di chi difende la linea di gestione della fauna selvatica adottata dalla Provincia autonoma di Trento.

Redazione

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