Una banale ricerca con il metaldetector ha portato alla scoperta di un ordigno risalente alla Seconda guerra mondiale. È accaduto domenica 19 ottobre, in un pioppeto situato a ridosso della Strada Regionale 10, nei pressi del centro abitato di Bonferraro, frazione del comune di Sorgà, in provincia di Verona.
Due ragazzi si erano inoltrati nel bosco con l’intento di trovare monete antiche. L’area, vicina al fiume Tione, è nota per i ritrovamenti storici, essendo stata abitata in epoche passate. Ma il metal detector ha emesso un forte segnale: scavando pochi centimetri nel terreno, i giovani hanno fatto affiorare una forma metallica tondeggiante, presto identificata come una granata.
Comprendendo il pericolo, i due hanno abbandonato la zona e avvisato i Carabinieri, che hanno immediatamente interdetto l’accesso all’area, segnalando la pericolosità del residuato.
Il giorno seguente, lunedì 20 ottobre, la Prefettura ha disposto la chiusura totale della Regionale 10 in entrambi i sensi di marcia, per consentire l’intervento in sicurezza degli artificieri e proteggere le abitazioni limitrofe. È stata predisposta una viabilità alternativa d’intesa con il Comune confinante di Casteldario, in provincia di Mantova.
La circolazione è stata dirottata verso Villimpenta, Nogara, Sorgà e Isola della Scala. La Polizia locale di Sorgà ha bloccato il traffico all’altezza del bivio con il capoluogo, mentre in territorio mantovano sono state attivate deviazioni interne. Le difficoltà maggiori sono state registrate dai mezzi pesanti, costretti a percorrere strade strette e inadatte al loro transito.
Sul posto è intervenuto l’Ottavo Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti Folgore di Legnago, con sede presso la caserma “Briscese”. Dopo un’attenta ispezione dell’area, i militari hanno riconosciuto l’ordigno come una granata inesplosa risalente alla Seconda guerra mondiale, rimasta intatta per oltre settant’anni. Nonostante il tempo, l’involucro metallico era in ottimo stato, rendendola potenzialmente ancora attiva e pericolosa.
L’operazione di disinnesco è durata circa due ore. Al termine, l’ordigno è stato rimosso in sicurezza e il traffico sulla Regionale 10 è stato ripristinato. L’intero intervento ha causato circa sei ore di blocco stradale, con pesanti ripercussioni sulla viabilità della zona.
La vicenda riporta l’attenzione sull’importanza della prudenza durante le ricerche amatoriali di reperti storici. In zone storicamente coinvolte nei conflitti, il rischio di imbattersi in ordigni inesplosi è tutt’altro che remoto. Le autorità raccomandano sempre di non toccare oggetti metallici sospetti e di allertare immediatamente le forze dell’ordine.
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