🍽️ Ljetzan: sapori autentici e amore per il territorio
Per la tredicesima volta, l’osteria nel cuore di Giazza (frazione di Selva di Progno) entra nella Guida Osterie d’Italia 2026, ma questa edizione è speciale: arriva anche la Chiocciola, il massimo riconoscimento di Slow Food per chi meglio incarna i valori di genuinità, ospitalità, sostenibilità e radicamento culturale.
“Un simbolo di genuinità e ospitalità, espressione più alta del saper mangiare e vivere bene – si legge nella motivazione – condito da un aroma di tempi passati ma non dimenticati”.
Con emozione, Giorgio Boschi, oste dell’Osteria Ljetzan, ha ritirato personalmente il premio il 20 ottobre a Torino, durante la presentazione nazionale della guida.
«È stato un bellissimo regalo – ha raccontato – Non mi avevano anticipato nulla fino a settembre. Quando ho saputo della Chiocciola, è stata una grande sorpresa. È il riconoscimento di un lavoro condiviso con tutto il mio staff».
🧀 La cucina di Ljetzan: tra gnocchi di malga e pecora Brogna
La forza dell’Osteria Ljetzan sta nel legame con la Lessinia e nella valorizzazione delle sue materie prime:
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🥔 Gnocchi di malga
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🍝 Bigoli al ragù di pecora Brogna
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🐟 Trota ai ferri
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🍷 Cervo in salmì
Tutti piatti che riflettono stagionalità, rispetto per i produttori e sapienza culinaria, come sottolinea la Guida.
🐌 Le altre Chiocciole veronesi
Oltre a Ljetzan, nella selezione 2026 delle Chiocciole del Veneto figurano:
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✅ Enoteca della Valpolicella (Fumane) – Riconfermata
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🆕 La Pergola (Trevenzuolo) – Nuova entrata
Tre realtà diverse, unite dalla passione per il territorio e da una cucina che racconta, piatto dopo piatto, la vera anima della provincia di Verona.
📚 Cos’è la “Chiocciola” di Slow Food?
Il simbolo della chiocciola rossa nella Guida Osterie d’Italia non è solo un premio: è un riconoscimento a una filosofia di accoglienza, sostenibilità e identità locale.
Viene assegnato alle osterie che meglio rappresentano i valori di Slow Food, selezionate in anonimato da esperti e collaboratori della guida, in base a criteri quali:
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Cura delle materie prime
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Radicamento culturale e territoriale
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Accessibilità dei prezzi
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Rispetto per l’ambiente e per il lavoro
❤️ Un premio che sa di casa
«Non so quando i clienti Slow Food si siano seduti al nostro tavolo – scherza Giorgio Boschi – ma questo è un premio per tutta Giazza, per la Lessinia, per le nostre tradizioni».
E se il passato non è dimenticato, come scrive la guida, lo si deve anche a osterie come Ljetzan: custodi della memoria gastronomica e portavoce del buon vivere.
🔗 Per saperne di più:
👉 Guida Osterie d’Italia 2026 – Slow Food
👉 Osteria Ljetzan – Giazza
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