Si è concluso con successo l’intervento chirurgico all’agente rimasto ferito nell’esplosione del 14 ottobre a Castel d’Azzano, in provincia di Verona. L’operazione, eseguita presso l’ospedale Magalini di Villafranca dall’équipe dell’Unità Operativa Complessa di Ortopedia guidata dal dottor Paolo Savonitto, è consistita in una procedura ortopedica mininvasiva. L’uomo, ancora in fase di recupero post-operatorio, era uno dei soccorritori coinvolti nell’esplosione del casolare dove hanno perso la vita tre carabinieri.
Il bilancio della tragedia resta drammatico: sono deceduti Davide Bernardello, Valerio Daprà e Marco Piffari, militari dell’Arma impegnati nell’intervento presso l’abitazione della famiglia Ramponi, teatro della deflagrazione. Maria Luisa Ramponi, ritenuta responsabile dell’innesco dell’esplosione, si trova ancora ricoverata, così come un altro agente al Polo Confortini di Verona, mentre gli altri feriti sono stati dimessi. Maria Luisa è attualmente indagata insieme ai fratelli Franco e Dino Ramponi, anch’essi coinvolti nell’inchiesta.
Manifestazione a Verona per chiedere risposte
Nel frattempo, cresce la pressione dell’opinione pubblica e delle associazioni civiche. Giovedì 23 ottobre, alle ore 19, piazza Pradaval a Verona ospiterà una manifestazione promossa da “Verona per la Libertà” e dal “Sindacato Libero”, con lo scopo di ottenere chiarezza su quanto accaduto.
“Non si può morire così nel 2025”, recita il comunicato degli organizzatori, che contestano la gestione dell’intervento da parte delle autorità. “Vogliamo sapere chi ha autorizzato l’erogazione di un mutuo a tre fratelli con evidenti problemi psichici e perché, nonostante minacce e precedenti, le forze dell’ordine siano state mandate là dentro senza adeguate precauzioni”. Tra le richieste, anche quella di verificare se il valore dei terreni su cui sorgeva il casolare possa aver influito sulle decisioni operative.
Il dolore della famiglia Daprà
Alla tragedia si aggiunge il dolore personale delle famiglie delle vittime, come ha testimoniato Christian Daprà, figlio del carabiniere Valerio, intervenuto nel corso della trasmissione “Cinque minuti” con Bruno Vespa.
“Sono stato catapultato in una realtà completamente diversa – ha raccontato – non sentirò più la voce di mio padre dall’altra parte del telefono”. Alla domanda su un eventuale incontro con Maria Luisa Ramponi, Christian ha risposto di non averci ancora pensato, mentre sul suo futuro ha espresso dubbi: “Diventare carabiniere? Forse sì, ma è un lavoro che richiede vocazione. Non so se ho le qualità necessarie.”
Indagini ancora in corso
Le indagini sull’esplosione proseguono sotto la direzione della Procura, che dovrà far luce sulle dinamiche e sulle responsabilità dell’accaduto. Il casolare di Castel d’Azzano, esploso dopo l’arrivo delle forze dell’ordine, era da tempo al centro di attenzioni da parte dei servizi sociali e delle autorità, a causa del comportamento dei tre fratelli che lo abitavano.
La manifestazione di giovedì intende rilanciare l’esigenza di trasparenza e verità, chiedendo approfondimenti sulle decisioni che hanno portato a una delle tragedie più gravi per le forze dell’ordine negli ultimi anni. A detta degli organizzatori, non basta il cordoglio istituzionale: serve un’analisi seria, che eviti il ripetersi di simili eventi.
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