Ecosistema urbano 2025: Verona perde terreno nella classifica della sostenibilità

Il capoluogo scaligero scende al 71° posto nel rapporto di Legambiente e Ambiente Italia: bene le energie rinnovabili, male traffico e qualità dell’aria.

Il nuovo rapporto “Ecosistema urbano 2025”, curato da Legambiente e Ambiente Italia e pubblicato dal Sole 24 Ore, mette in luce un arretramento per Verona sul fronte della sostenibilità. La città si colloca al 71° posto su 106, con un punteggio complessivo del 49,37%, segnando un calo rispetto al 2024 e confermando le difficoltà nella transizione ecologica urbana.

Il confronto con le altre città venete evidenzia ulteriormente il divario: Pordenone figura al 5° posto, Treviso al 13°, Padova al 38°, Venezia al 46°, mentre Vicenza e Rovigo si posizionano rispettivamente al 60° e 74° posto.

Energia pulita: Verona tra le migliori in Italia
In un quadro complessivamente critico, emergono note positive nel settore dell’energia rinnovabile. Verona conquista infatti il terzo posto nazionale per la potenza fotovoltaica installata su edifici pubblici, con 26,9 kW ogni mille abitanti. Si tratta di un risultato che riflette l’impegno del Comune e delle partecipate locali nella riconversione energetica e nella valorizzazione delle risorse sostenibili.

Traffico e smog restano le principali criticità
Sul fronte della mobilità sostenibile e della qualità dell’aria, invece, la città mostra ancora ampie aree di miglioramento. Verona continua a registrare elevati livelli di Pm10 e biossido di azoto, legati alla forte densità di veicoli: oltre 60 auto ogni 100 abitanti, un valore ben superiore alla media europea.
La rete ciclabile risulta ancora limitata, e anche le isole pedonali sono meno estese rispetto ad altre città del Nord Italia. Secondo Legambiente, a livello nazionale manca “un vero cambio di passo nella mobilità dolce”, con una riduzione complessiva delle Ztl e un calo dei chilometri di piste ciclabili pro capite.

Gestione dei rifiuti e rete idrica: risultati altalenanti
La raccolta differenziata mantiene valori discreti, ma resta inferiore rispetto ai centri più virtuosi. In Italia, Ferrara guida la classifica con l’88,3%, mentre Treviso e Pordenone superano l’85%. Verona si colloca sotto queste soglie, segnalando margini di miglioramento nella gestione dei rifiuti urbani.
Per quanto riguarda il sistema idrico, la dispersione d’acqua rappresenta ancora una criticità diffusa, anche se a livello nazionale si osserva una leggera riduzione, dal 36,3% al 36,1%.

Verso un rilancio “green”
Il quadro delineato dal rapporto non riguarda solo Verona: molte città italiane mostrano un generale rallentamento nel percorso verso la sostenibilità, con risultati simili o in peggioramento rispetto all’anno precedente. Trento si conferma capofila nazionale, seguita da Mantova e Bergamo, mentre in fondo alla classifica figurano Reggio Calabria e Crotone.

Per Verona, il risultato rappresenta un campanello d’allarme ma anche un’opportunità di rilancio, puntando su mobilità sostenibile, efficienza energetica e riduzione dell’inquinamento per recuperare terreno nel prossimo biennio.

Redazione

Seguici su

Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Presepe della concordia
Il Consiglio regionale approva definitivamente il provvedimento: nascono gli Itinerari del Presepe Veneto, un registro...
insegnante studenti
Il presidente della Regione Veneto invita ragazze e ragazzi a vivere la scuola come un...
Alberto Stefani Presidente Regione Veneto
Il presidente Alberto Stefani chiede interventi su sicurezza e prevenzione dopo i recenti episodi negli...

Altre notizie