Condannato a 20 anni per abusi sulla figlia di 5 anni

Un uomo di 52 anni, residente nel Veronese, ha ricevuto una pena pesante per violenze sessuali, maltrattamenti e lesioni

Giudice tribunale
Un’infezione ha svelato l’orrore che una bambina di appena cinque anni era costretta a subire da parte del padre. L’uomo, un veronese di 52 anni, è stato condannato a 20 anni di reclusione con le accuse di violenza sessuale su discendente minore di dieci anni, lesioni gravi, maltrattamenti in famiglia ed estorsione.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli abusi sarebbero cominciati nel 2021 e si sarebbero protratti per circa due anni. A far emergere il caso non è stata una denuncia diretta, ma una diagnosi medica: la bambina era risultata positiva a un batterio che coincideva con quello contratto dal padre. Una scoperta che ha insospettito i sanitari e avviato le indagini, culminate con l’arresto dell’uomo.

Audizione protetta: il racconto raccapricciante della minore

Nel corso dell’audizione protetta, la piccola ha raccontato con parole semplici ma terribili la quotidianità degli abusi. “Non so più quante volte è successo”, avrebbe detto ai giudici, confermando la sistematicità delle violenze. I fatti si consumavano spesso nella cantina dell’abitazione, dove il padre portava la bambina lontano dagli altri familiari.

Il contesto domestico era già segnato da anni di maltrattamenti. La madre della vittima, ex compagna del 52enne, aveva subito ripetute aggressioni fisiche e aveva deciso di separarsi da lui. Nonostante la fine della relazione, l’uomo non aveva mai realmente smesso di esercitare controllo e violenza, continuando a presentarsi nella casa e approfittando della sua posizione di genitore per incontrare i figli.

L’uomo non aveva eseguito gli ordini del tribunale

Durante le indagini, il tribunale aveva imposto all’uomo l’obbligo di presentarsi regolarmente presso la caserma dei carabinieri, ma il provvedimento era stato disatteso più volte. Dopo mesi di violazioni, la misura è stata aggravata e si è arrivati alla custodia cautelare in carcere, eseguita a Cremona.

La condanna è stata pronunciata dal giudice dell’udienza preliminare Paola Vacca, che ha riconosciuto la piena responsabilità dell’imputato per tutti i reati contestati. Secondo quanto riportato dal Corriere di Verona, la sentenza chiude una vicenda di straordinaria gravità, in cui la scoperta fortuita di un’infezione ha permesso di interrompere due anni di abusi taciuti e nascosti.

La giustizia ha messo fine a un incubo domestico iniziato nel silenzio e concluso solo grazie a un riscontro medico che ha rivelato l’inimmaginabile.

Redazione

Seguici su

Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

insegnante studenti
Il presidente della Regione Veneto invita ragazze e ragazzi a vivere la scuola come un...
Auto dei Carabinieri
La tragedia si è consumata in un’abitazione di via XXV Aprile. La vittima aveva 60...
infortunio sul lavoro
I dati Vega Engineering sui primi sette mesi del 2026 mostrano un Veneto ancora sopra...

Altre notizie