Il sindaco di Soave: “Priorità alla tutela dei minori, no alla curiosità morbosa”

Dopo l’arresto di un cittadino accusato di violenza su minori, Matteo Pressi interviene: “Serve rispetto per le vittime, lasciamo lavorare la giustizia”

Soave è una comunità profondamente scossa dopo la notizia dell’arresto di un cittadino accusato di violenza sessuale su minori e detenzione di materiale pedopornografico. I fatti, emersi nelle ultime ore, hanno generato un forte impatto emotivo sul territorio dell’Est Veronese.

Di fronte alla gravità delle accuse e all’eco mediatica della vicenda, è intervenuto il sindaco Matteo Pressi, che ha voluto richiamare all’ordine pubblico, al rispetto e alla responsabilità collettiva, con un messaggio chiaro rivolto a tutta la cittadinanza.

“Non siamo in un film”: parole ferme contro la spettacolarizzazione

“In questi giorni la nostra comunità è scossa da un fatto di cronaca gravissimo”, ha affermato il primo cittadino, sottolineando come la tutela della privacy delle vittime e delle loro famiglie debba essere la priorità assoluta.

“La curiosità, a tratti morbosa, è ampiamente fuori luogo: non siamo – purtroppo – in un film”, ha aggiunto con fermezza, condannando ogni forma di speculazione o esposizione mediatica eccessiva, che rischia di arrecare ulteriori danni psicologici a chi è già stato colpito da un evento drammatico.

Il sindaco: “La giustizia sta facendo il suo corso”

Nel suo intervento, Pressi ha anche richiamato al rispetto delle istituzioni e dei tempi della giustizia. Il soggetto coinvolto, come riportato dalla stampa, è già stato sottoposto a misura cautelare in carcere, un segnale – secondo il sindaco – che le autorità stanno agendo con la massima serietà di fronte a indizi ritenuti gravi.

“Lo Stato è intervenuto e in pochi giorni il presunto responsabile è passato dalla libertà al carcere”, ha evidenziato, spiegando come il percorso giudiziario sia ora l’unico canale legittimo per accertare i fatti, mentre ogni altra forma di pressione esterna potrebbe essere dannosa.

Rispetto, silenzio e vicinanza alle vittime

“Ogni altra parola sarebbe di troppo”, ha concluso Pressi, rivolgendosi ai cittadini con un invito al silenzio rispettoso. Ha inoltre sottolineato che ognuno può avere un’opinione personale, ma che in questo momento è essenziale garantire alle persone coinvolte lo spazio e il tempo necessari per elaborare l’accaduto, senza interferenze.

Il caso, ancora in fase istruttoria, resta al centro dell’attenzione delle autorità giudiziarie, mentre la comunità è chiamata a dimostrare maturità civica, solidarietà e attenzione ai diritti delle vittime, specialmente quando si tratta di minori.

Redazione

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