Violenta grandinata nel Veronese: agricoltura in ginocchio per il secondo evento estremo di settembre

Colpiti soprattutto mele, kiwi e uva. Condifesa Verona: “Fenomeni fuori stagione sempre più frequenti, agricoltori allo stremo”

Un altro evento meteo estremo ha colpito la provincia di Verona, segnando il secondo episodio devastante nel mese di settembre. Mercoledì pomeriggio, una violenta grandinata si è abbattuta su ampie aree del territorio veronese, colpendo a “macchia di leopardo” sia la zona Ovest che alcune aree dell’Est e dello stesso capoluogo. Le colture più danneggiate risultano essere mele, kiwi e uva, proprio nel momento cruciale della raccolta.

I chicchi di grandine hanno raggiunto dimensioni eccezionali, paragonabili a palline da golf o addirittura ad albicocche, secondo quanto riferito da Michele Marani, direttore di Condifesa Verona CODIVE, il consorzio che si occupa della gestione delle assicurazioni in ambito agricolo.


Una stagione stravolta: “Non esistono più i mesi sicuri”

“Si è trattato di un forte temporale d’inizio autunno, ma per **violenza e caratteristiche ricorda i fenomeni tipici dell’estate” – ha spiegato Marani –. Le stagioni si sono sfasate: sempre più spesso si verificano grandinate e precipitazioni violente fuori periodo, sintomi evidenti di un cambiamento climatico che sta alterando profondamente i ritmi dell’agricoltura”.

L’evento di mercoledì rappresenta l’ennesimo colpo per un settore già duramente provato: all’inizio del mese, una tromba d’aria aveva già devastato diversi impianti frutticoli e viticoli nella provincia, con sradicamenti di piante e strutture che hanno comportato danni strutturali e produttivi, mettendo a rischio la tenuta economica di numerose aziende agricole.


Inizia la conta dei danni: le colture più esposte

Nei prossimi giorni, i tecnici di Condifesa Verona verificheranno l’entità dei danni direttamente sul campo, soprattutto nelle zone più colpite. L’impatto potrebbe essere particolarmente grave per i produttori di uva, in pieno periodo di vendemmia, ma anche per i frutteti di mele e kiwi, a poche settimane dalla raccolta.

L’incertezza climatica, dicono dal consorzio, sta rendendo sempre più difficile pianificare le attività agricole, con fenomeni intensi e imprevedibili che mettono a rischio investimenti, raccolti e continuità produttiva. “Gli agricoltori stanno affrontando una stagione dove la gestione del rischio è diventata una parte centrale del lavoro quotidiano”, ha sottolineato Marani.


Un appello alle istituzioni: serve un piano per l’adattamento

Alla luce dei ripetuti eventi estremi, le associazioni agricole rinnovano l’appello alle istituzioni per interventi strutturali e concreti a sostegno del settore primario, chiedendo maggiore attenzione alle politiche di adattamento climatico, incentivi per l’adozione di sistemi di protezione avanzata e sostegno assicurativo.

Gli eventi climatici registrati nel Veronese rappresentano una fotografia nitida di ciò che sta accadendo su scala nazionale, dove le anomalie meteorologiche stanno diventando la nuova normalità. In questo contesto, l’agricoltura italiana rischia di diventare sempre più vulnerabile, proprio in un momento in cui il rilancio delle filiere agroalimentari è considerato strategico a livello economico ed europeo.

Redazione

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