La pietra naturale si fa arte, moda e tecnologia a Marmomac, la fiera internazionale in corso a Verona fino al 26 settembre. Nei dodici padiglioni della manifestazione, che ospitano circa 1.400 aziende provenienti da tutto il mondo, il marmo non è presentato soltanto come materiale da costruzione, ma come risorsa capace di generare design, creatività, sostenibilità e nuove applicazioni industriali.
Tra le proposte più sorprendenti spiccano gli abiti creati con polvere di marmo dalla start-up Fili Pari, leggeri e resistenti, nati come alternativa vegan alle pelli tradizionali. Non meno scenografico il contrabbasso in Labradorite Volga Blu, realizzato dall’azienda ucraina Golovinski, simbolo della fusione tra musica e pietra. La fiera offre inoltre dimostrazioni dal vivo: dall’uso dello scalpello manuale alle più sofisticate macchine di taglio e lavorazione, con un’ampia esposizione di marmi bianchi, colorati e venati nelle otto aree esterne.
Il cuore culturale dell’evento resta il The Plus Theatre, situato nel padiglione 10, trasformato in uno spazio di ricerca e confronto. Quest’anno il concept espositivo, curato dall’architetto Giorgio Canale, trae ispirazione dalla visione utopica di Le Corbusier, nel sessantesimo anniversario della sua scomparsa. Qui si alternano mostre universitarie, progetti internazionali e sperimentazioni che intrecciano design, architettura e nuove tecnologie.
La riflessione sulla sostenibilità è centrale. Il designer veronese Carlo Trevisani (Adi) richiama l’attenzione sulla responsabilità dell’intera filiera litica, dalle cave al trasporto internazionale, evidenziando rischi ambientali e di sicurezza per chi lavora con blocchi di pietra di grandi dimensioni. Tra gli esempi più innovativi spicca “Tani Ori” di Matteo Leorato: una lastra di marmo di soli 5 millimetri unita a materiali tecnologici, che permette piegature e montaggi tridimensionali sul posto, ispirandosi all’arte degli origami.
Grande richiamo anche per l’installazione “Metamorphosis”, che unisce acciaio e marmo dolomitico per creare tre alberi di quattro metri all’interno della mostra “Foresta incantata”. Sotto le sculture litiche, una figura femminile velata, ottenuta da scansione 3D e rifinita a mano, rappresenta la sintesi tra artigianato tradizionale e innovazione digitale. L’opera, curata da Giuseppe Fallacara per “Marmomac meets Academies”, simboleggia l’evoluzione di un materiale millenario verso nuove frontiere creative.
Con convegni, tavole rotonde e workshop, Marmomac si conferma piattaforma di riferimento internazionale per architetti, designer e produttori, capace di unire estetica, tecnologia e responsabilità ambientale. La pietra, da semplice materia prima, diventa così protagonista di una narrazione che guarda al futuro con un approccio innovativo e sostenibile.
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