Marmomac 2025, quando la pietra diventa moda, musica e sostenibilità

Abiti in polvere di marmo, strumenti musicali in pietra e installazioni artistiche trasformano la fiera veronese in un laboratorio di innovazione e ricerca

La pietra naturale si fa arte, moda e tecnologia a Marmomac, la fiera internazionale in corso a Verona fino al 26 settembre. Nei dodici padiglioni della manifestazione, che ospitano circa 1.400 aziende provenienti da tutto il mondo, il marmo non è presentato soltanto come materiale da costruzione, ma come risorsa capace di generare design, creatività, sostenibilità e nuove applicazioni industriali.

Tra le proposte più sorprendenti spiccano gli abiti creati con polvere di marmo dalla start-up Fili Pari, leggeri e resistenti, nati come alternativa vegan alle pelli tradizionali. Non meno scenografico il contrabbasso in Labradorite Volga Blu, realizzato dall’azienda ucraina Golovinski, simbolo della fusione tra musica e pietra. La fiera offre inoltre dimostrazioni dal vivo: dall’uso dello scalpello manuale alle più sofisticate macchine di taglio e lavorazione, con un’ampia esposizione di marmi bianchi, colorati e venati nelle otto aree esterne.

Il cuore culturale dell’evento resta il The Plus Theatre, situato nel padiglione 10, trasformato in uno spazio di ricerca e confronto. Quest’anno il concept espositivo, curato dall’architetto Giorgio Canale, trae ispirazione dalla visione utopica di Le Corbusier, nel sessantesimo anniversario della sua scomparsa. Qui si alternano mostre universitarie, progetti internazionali e sperimentazioni che intrecciano design, architettura e nuove tecnologie.

La riflessione sulla sostenibilità è centrale. Il designer veronese Carlo Trevisani (Adi) richiama l’attenzione sulla responsabilità dell’intera filiera litica, dalle cave al trasporto internazionale, evidenziando rischi ambientali e di sicurezza per chi lavora con blocchi di pietra di grandi dimensioni. Tra gli esempi più innovativi spicca “Tani Ori” di Matteo Leorato: una lastra di marmo di soli 5 millimetri unita a materiali tecnologici, che permette piegature e montaggi tridimensionali sul posto, ispirandosi all’arte degli origami.

Grande richiamo anche per l’installazione “Metamorphosis”, che unisce acciaio e marmo dolomitico per creare tre alberi di quattro metri all’interno della mostra “Foresta incantata”. Sotto le sculture litiche, una figura femminile velata, ottenuta da scansione 3D e rifinita a mano, rappresenta la sintesi tra artigianato tradizionale e innovazione digitale. L’opera, curata da Giuseppe Fallacara per “Marmomac meets Academies”, simboleggia l’evoluzione di un materiale millenario verso nuove frontiere creative.

Con convegni, tavole rotonde e workshop, Marmomac si conferma piattaforma di riferimento internazionale per architetti, designer e produttori, capace di unire estetica, tecnologia e responsabilità ambientale. La pietra, da semplice materia prima, diventa così protagonista di una narrazione che guarda al futuro con un approccio innovativo e sostenibile.

Redazione

Seguici su

Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

teatro Salus di Legnago
Il 28 ottobre il Teatro Salus ospiterà la sesta edizione di “Sei nel Posto Giusto”,...
Magis
Magis Calore amplia la rete cittadina con il progetto Verona Ovest: previsti 2,3 chilometri di...
Intelligenza artificiale
Dalla cartella sanitaria elettronica ai sensori indossabili, fino agli algoritmi di intelligenza artificiale: il seminario...

Altre notizie