Era ricercato da tre anni in tutta Europa per una condanna a oltre dieci anni di carcere per reati legati alla droga, ma la sua fuga è terminata a Verona, dove la Polizia di Stato lo ha individuato e arrestato grazie a un’indagine capillare, durata quattro mesi. L’uomo, un cittadino rumeno classe 1983 originario di Brasov, era destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità rumene. Ora si trova nel carcere di Montorio.
Le indagini: documenti falsi e spostamenti monitorati
L’operazione è stata condotta dagli agenti della Sezione Catturandi della Squadra Mobile della Questura di Verona, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo nell’ambito del progetto Wanted, dedicato alla ricerca di latitanti internazionali pericolosi. L’indagine ha preso avvio nel maggio 2025 su segnalazione delle autorità rumene, che indicavano la possibile presenza del latitante nella zona veronese.
Secondo quanto emerso, l’uomo viveva sotto falsa identità, utilizzando documenti ungheresi e polacchi contraffatti, che ne nascondevano la vera identità. I poliziotti hanno quindi concentrato le indagini sull’individuazione di questi documenti, estendendo poi l’attenzione alla rete di contatti e possibili complici presenti in Italia.
Targhe e telecamere: la tecnologia al servizio della cattura
La svolta è arrivata grazie al monitoraggio di alcuni veicoli sospetti intestati a parenti del ricercato, residenti in altre province italiane. Le targhe delle auto sono state intercettate dalle telecamere di sicurezza comunali, che ne hanno registrato il passaggio in più punti della città e della provincia di Verona.
In particolare, due automobili sono risultate frequentemente presenti nei varchi d’accesso della zona sud della città. A bordo di entrambe, gli agenti hanno notato la presenza ricorrente di un cane molosso con la testa fuori dal finestrino, dettaglio che si è rivelato decisivo: dalle analisi dei profili social dell’uomo era emersa la sua passione per i cani di razza “american bully”, indizio che ha rafforzato i sospetti degli investigatori.
L’arresto a Porta Nuova
Dopo giorni di appostamenti, gli agenti hanno individuato una delle auto sospette in transito all’incrocio tra corso Porta Nuova e via Locatelli. A bordo, oltre al cane, era presente un uomo corrispondente alle descrizioni. Il confronto diretto ha permesso di riconoscere con certezza il latitante, che è stato fermato e portato in Questura.
Durante la perquisizione personale, è stato trovato in possesso di una patente e una carta d’identità ungheresi contraffatte, con la propria fotografia ma intestate a un altro cittadino. Ulteriori controlli hanno fatto emergere un secondo ordine di carcerazione risalente al 2016, emesso dal Tribunale di Pistoia, per una condanna a un anno e sei mesi per reati contro la persona.
In carcere a Montorio, denunciato per documenti falsi
Conclusi gli accertamenti, l’uomo è stato trasferito presso la Casa circondariale di Verona-Montorio, in esecuzione del mandato europeo, e segnalato alla Procura della Repubblica per il reato di possesso di documenti falsi. L’arresto rappresenta un nuovo successo per il progetto Wanted, che ha già portato alla cattura di numerosi latitanti pericolosi sul territorio nazionale.
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