Un detenuto ha colpito Filippo Turetta all’interno del carcere di Montorio, dove il giovane è recluso dal novembre 2023. L’episodio si è verificato dopo il suo trasferimento dalla terza alla quarta sezione della struttura, zona riservata ai detenuti comuni. La direzione ha disposto l’isolamento per 15 giorni nei confronti dell’autore dell’aggressione, un uomo di 55 anni già condannato per omicidio e tentato omicidio.
Secondo quanto emerso, la violenza sarebbe avvenuta a fine agosto, ma non è ancora chiara la reale entità dell’aggressione: mentre il detenuto colpevole sostiene di aver sferrato solo un pugno, non si esclude una colluttazione più grave. La vicenda è stata portata alla luce dallo stesso Turetta, che ha avvisato i propri legali del trasferimento e delle possibili ripercussioni derivanti dalla convivenza con detenuti non appartenenti alla sezione protetta.
Allarme lanciato prima del trasferimento
Gli avvocati difensori di Turetta, Giovanni Caruso e Monica Cornaviera, avevano già espresso forti preoccupazioni alla direzione penitenziaria di Verona in merito alla decisione di spostare il loro assistito in una sezione meno protetta. Hanno richiesto un ritorno nella terza sezione, destinata a coloro che hanno commesso reati di genere o sono considerati “osservati speciali”. Secondo i legali, esisteva un rischio concreto che Turetta potesse essere vittima di violenze o intimidazioni, proprio a causa del suo crimine e del forte stigma che comporta nel contesto carcerario.
Un ambiente ostile e le tensioni interne
Il 55enne autore dell’aggressione, fin dall’arrivo di Turetta nella quarta sezione, aveva espresso disagio e irritazione per la presenza del giovane, facendo riferimento al cosiddetto “codice d’onore” carcerario. Secondo questo codice non scritto, i detenuti responsabili di femminicidi, abusi su minori o collaborazioni con la giustizia sono considerati disonorati e spesso isolati o aggrediti dagli altri detenuti.
Nonostante le ripetute richieste di trasferimento, le regole interne della struttura penitenziaria impongono il rispetto delle assegnazioni decise dall’amministrazione. La convivenza tra detenuti con profili differenti ha dunque alimentato un clima di crescente tensione, culminato nell’episodio di violenza.
Isolamento e protesta del detenuto
Dopo una settimana in isolamento, il responsabile dell’aggressione è stato collocato in una cella singola, precedentemente danneggiata da un altro detenuto e in condizioni precarie a causa di un incendio. In segno di protesta, l’uomo avrebbe smesso di alimentarsi e rifiutato le cure mediche e farmacologiche prescritte, continuando a chiedere il trasferimento in altra sezione.
Il caso Turetta e la situazione carceraria
Filippo Turetta è detenuto nel carcere veronese dal 25 novembre 2023, dopo essere stato arrestato in Germania a seguito dell’omicidio della sua ex fidanzata Giulia Cecchettin, avvenuto l’11 novembre 2023 a Fossò, in provincia di Venezia. Il delitto, particolarmente efferato per le modalità con cui fu commesso (75 coltellate), ha scatenato un’ondata di indignazione pubblica e di attenzione mediatica.
I suoi avvocati continuano a sollecitare la direzione affinché vengano prese misure straordinarie per tutelarne l’incolumità, sottolineando come l’assegnazione alla quarta sezione rappresenti una minaccia reale e concreta per la sua sicurezza.
Nel frattempo, la terza sezione del carcere – riservata ai detenuti per reati da codice rosso – è in forte sovraffollamento, con celle da due posti in cui vivono fino a tre persone. Una situazione che rende difficile il reinserimento immediato di Turetta e che evidenzia le difficoltà strutturali dell’intero sistema penitenziario.
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