Sarà Verona una delle tre città scelte per ospitare un Centro per la Giustizia Riparativa all’interno del distretto della Corte d’Appello di Venezia. La Giunta comunale ha approvato l’adesione al Protocollo d’Intesa promosso dal ministero della Giustizia e dalla Conferenza Locale per la Giustizia Riparativa, dando così il via alla nascita del nuovo presidio.
Il Centro si rivolgerà sia a minori che a adulti, e opererà in sinergia con tribunali, professionisti del diritto, servizi sociali e soggetti del Terzo Settore.
Un passo concreto verso una giustizia di comunità
L’iniziativa è pienamente in linea con il Decreto Legislativo 150/2022, noto anche come Legge Cartabia, e rappresenta una risposta concreta alle direttive europee in materia di giustizia riparativa. L’assessora alla Sicurezza e legalità, Stefania Zivelonghi, ha espresso soddisfazione per l’inserimento di Verona nel programma nazionale:
“Avere un centro sul territorio significa rispondere in modo concreto ai bisogni della comunità. È un passo avanti verso una giustizia che punta al recupero e alla responsabilizzazione”.
Il Centro veronese si affiancherà a quelli già attivi in altre 29 città italiane, portando a 34 i centri operativi in tutto il Paese, con il sostegno di 4 Regioni e una Provincia.
Coordinamento e fondi garantiti
Il Comune di Verona si è reso disponibile a coordinare le attività del nuovo Centro, che sarà gestito da un ente del Terzo Settore accreditato, selezionato secondo le procedure normative vigenti.
L’intera operazione sarà finanziata dal Fondo nazionale per la giustizia riparativa, istituito dal ministero della Giustizia con una dotazione annua di 4,4 milioni di euro, destinata a coprire tutte le spese per la durata del protocollo triennale.
Esperienze già in corso: il progetto “Tra Zenit e Nadir”
Intanto, sul territorio veronese, è già attivo il progetto “Tra Zenit e Nadir”, che ha dimostrato risultati significativi nel reinserimento sociale di giovani coinvolti in procedimenti penali o segnalati per comportamenti devianti, in particolare ex membri della banda giovanile Qbr.
Gestito da Don Calabria per il Sociale ETS, il programma segue minorenni e neomaggiorenni attraverso percorsi personalizzati:
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frequenza di servizi penali diurni
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tirocini retribuiti
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completamento degli studi con diploma
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inserimenti lavorativi stabili
Un esempio concreto di come la giustizia riparativa possa trasformare vite e generare valore sociale, affiancando il sistema penale con percorsi di responsabilizzazione e reintegrazione.
Cos’è la giustizia riparativa
La giustizia riparativa è un modello che coinvolge la vittima, il reo e la comunità, con l’obiettivo di riparare il danno causato da un reato, non solo in termini legali ma anche umani.
È volontaria, non sostituisce il processo penale ma può affiancarlo o integrarlo, ed è centrata sul dialogo facilitato da mediatori professionisti.
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Il colpevole si assume la responsabilità in modo attivo
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La vittima può essere ascoltata e condividere il proprio vissuto
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La comunità ha un ruolo nel sostenere e reintegrare entrambe le parti
Questo approccio è previsto dalla legge italiana ed è riconosciuto a livello europeo come parte integrante di un sistema giudiziario più umano ed efficace.
Una città più giusta e inclusiva
Con l’avvio del Centro per la Giustizia Riparativa, Verona rafforza il suo impegno per una giustizia dal volto umano, capace di affrontare il conflitto generato dal reato non solo attraverso la punizione, ma anche attraverso il dialogo, la responsabilità e il recupero.
Un segnale chiaro di attenzione ai bisogni della comunità, al reinserimento sociale e alla promozione di valori condivisi come ascolto, equità e rispetto.
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