Sono ventuno gli ultrà dell’Hellas Verona denunciati dalla polizia per l’aggressione ai tifosi del Napoli, avvenuta lo scorso 23 maggio, mentre i supporter partenopei celebravano la conquista del quarto scudetto della squadra guidata da Antonio Conte.
L’episodio si è verificato nella zona industriale, dove un gruppo di tifosi napoletani si era riunito in un ristorante per festeggiare la vittoria contro il Cagliari per 2-0, match che aveva decretato la matematica certezza del titolo. Durante i festeggiamenti, il gruppo è stato improvvisamente preso di mira da alcuni tifosi veronesi, che hanno fatto irruzione nel locale e aggredito i presenti.
Le indagini condotte dalla Questura hanno permesso, nel giro di pochi mesi, di identificare e denunciare ventuno individui legati alla tifoseria organizzata del Verona, ritenuti responsabili dell’attacco. Le accuse riguardano, in particolare, reati connessi a violenze in occasione di manifestazioni sportive, oltre a lesioni personali e danneggiamento.
Secondo quanto riportato dalle autorità, l’azione non sarebbe stata frutto di un incontro casuale, ma un’azione premeditata e coordinata da parte del gruppo ultrà, intenzionato a colpire i sostenitori napoletani in un momento di particolare visibilità mediatica. La polizia ha agito anche grazie all’analisi dei filmati di videosorveglianza e alle testimonianze raccolte sul posto.
La tensione tra le tifoserie del Napoli e del Verona è nota da tempo e si è riaccesa in occasione di una celebrazione storica per il club campano, che dopo anni di attesa è riuscito a tornare ai vertici del calcio italiano. L’aggressione ha suscitato condanne unanimi da parte del mondo sportivo e istituzionale, alimentando il dibattito sulla violenza nel calcio e sul ruolo degli ultrà.
La Questura ha inoltre fatto sapere che sono in corso ulteriori accertamenti per valutare la posizione di altri soggetti che potrebbero aver partecipato all’attacco, e non si esclude che nei prossimi giorni possano scattare nuove denunce o misure di prevenzione come il Daspo.
L’inchiesta, condotta in stretto raccordo con la procura, evidenzia ancora una volta la determinazione delle forze dell’ordine nel contrastare ogni forma di violenza legata al tifo sportivo, con l’obiettivo di garantire la sicurezza e la legalità anche fuori dagli stadi.
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