Canti di pietra: Abel Ferrara dà voce alle epigrafi del Museo Maffeiano

Sabato 13 settembre il celebre regista interpreterà le poesie di Gabriele Tinti ispirate alle antiche iscrizioni latine di Verona

Canti di pietra

Un evento unico, già sold out, accenderà il cortile del Museo Lapidario Maffeiano sabato 13 settembre alle ore 19. Il protagonista sarà Abel Ferrara, regista e attore di fama internazionale, che interpreterà dal vivo le poesie di Gabriele Tinti, ispirate alle epigrafi romane della collezione veronese. Un momento di connessione intensa tra arte antica, parola poetica e performance contemporanea, per riportare in vita le voci incise nella pietra.

Le parole della pietra: epigrafi che tornano a parlare

Le epigrafi romane conservate al Museo Maffeiano rappresentano un patrimonio storico di inestimabile valore. L’iniziativa, curata dallo stesso Tinti, vuole trasformare l’esperienza museale in un atto partecipativo, in cui la parola scolpita si rinnova nella voce dell’interprete.

Le poesie di Tinti, cariche di dolore, memoria e riflessione esistenziale, non si limitano a descrivere le iscrizioni, ma le evocano, le ascoltano, restituendole alla dimensione umana del lutto, dell’assenza, del tempo che non ritorna.

Mai più, alzati! alzati!” – frammenti poetici che risuonano nel silenzio del cortile, trasformando il museo in teatro e le pietre in attori muti ma potenti.

Un progetto internazionale tra mito, arte e memoria

Il reading fa parte del più ampio progetto di scrittura ecfrastica che Gabriele Tinti porta avanti da anni, ispirandosi a opere d’arte e luoghi storici. I “Canti di Pietra” hanno già coinvolto nomi del calibro di Willem Dafoe, Kevin Spacey, Malcolm McDowell e lo stesso Ferrara, in collaborazione con istituzioni come il Metropolitan Museum di New York, il British Museum, i Musei Capitolini, il Museo Archeologico di Napoli e molti altri.

Il progetto è stato recentemente celebrato anche da testate internazionali come The Times e The Guardian.

Il valore simbolico dell’iniziativa

Come sottolinea Marta Ugolini, assessora alla Cultura del Comune di Verona, eventi come questo dimostrano che il patrimonio archeologico può ancora dialogare con il presente, grazie alla sensibilità degli artisti contemporanei. Le epigrafi, troppo spesso considerate semplici reperti, vengono così riconosciute come memorie vive, capaci di tornare a farsi sentire attraverso l’arte performativa.

Un punto evidenziato anche da Francesca Rossi, direttrice dei Musei Civici di Verona, che definisce l’iniziativa come “site specific”, concepita per valorizzare la storia e lo spazio monumentale del Museo Lapidario Maffeiano, tra i più antichi musei pubblici d’Europa.

Dalla visione di Maffei al presente performativo

Il reading si inserisce perfettamente nella visione originaria di Scipione Maffei, fondatore del Museo Lapidario, che concepì le epigrafi come “antichità parlanti”, capaci di educare il pubblico alla conoscenza del mondo antico.

Tinti riprende e rinnova questa visione, proponendo un’esperienza immersiva che unisce arte antica e voce contemporanea, dove il poeta agisce come mediatore tra passato e presente, e l’attore restituisce la vita alle parole incise nel marmo.

Una nuova relazione tra visitatore e opera

Il progetto invita a rallentare l’osservazione, a superare quella media di 15-30 secondi che i visitatori dedicano normalmente a un’opera d’arte. Attraverso la poesia e la performance, l’arte diventa esperienza, la visita si trasforma in ascolto, e il museo in uno spazio di riflessione viva e partecipata.

Abel Ferrara: il regista che ascolta le pietre

Conosciuto per le sue storie intense e drammatiche, Abel Ferrara porterà nel reading il suo stile inconfondibile, fatto di introspezione e tensione emotiva. La sua voce, prestata alle parole scritte da Tinti, non solo recita, ma evoca, trasmette, rianima.

Una performance di forte impatto emotivo, capace di trasformare la pietra in carne, il silenzio in suono, il passato in presenza.

Un evento sold out, ma destinato a lasciare il segno

Nonostante i posti siano già esauriti, l’iniziativa rappresenta un esempio emblematico di valorizzazione del patrimonio culturale attraverso l’arte contemporanea. È anche la dimostrazione di come musei e istituzioni possano farsi promotori di progetti culturali innovativi, capaci di attirare nuovo pubblico e aprire prospettive inedite sulla storia.

L’evento è realizzato con la collaborazione dei Musei Civici di Verona, dell’archeologa Francesca Morandini e dell’Hospitality Partner Vista Hotel.

Redazione

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