Il futuro del Carnevale di Verona si gioca su più tavoli. Da un lato il Comitato Bacanal del Gnoco, guidato da Valerio Corradi, ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato per ribaltare la revoca dei contributi ministeriali legati alle edizioni 2023 e 2024. Dall’altro, in Comune si ragiona su un possibile cambio di governance, con l’idea di costituire una Fondazione dedicata alla valorizzazione della manifestazione.
La vicenda nasce dalla decisione del Ministero della Cultura di revocare i 485mila euro di finanziamenti previsti, a causa della presenza nel direttivo del Comitato di due membri con precedenti penali: uno per concorso in bancarotta fraudolenta, l’altro per lesioni personali. Il Tar del Lazio aveva confermato l’esclusione, respingendo il ricorso del Bacanal, che ora tenta l’ultima carta davanti ai giudici amministrativi di secondo grado.
Il Comitato sottolinea di aver sempre agito in buona fede, affidandosi a professionisti esterni per la gestione dei bandi, e ribadisce che, se a conoscenza dei requisiti richiesti, avrebbe evitato le cause di esclusione con le dimissioni dei membri interessati. Inoltre, precisa che «il Tar non è entrato nel merito della vicenda, ma si è limitato a rilevare l’omessa impugnazione dei bandi da parte nostra».
Un punto chiave riguarda le nuove regole introdotte dal Ministero con il Bando Carnevali 2025, pubblicato pochi giorni dopo la revoca. In esso non sono più considerate ostative alcune situazioni giuridiche contestate in passato, compreso il patteggiamento, oggi ritenuto irrilevante ai fini della partecipazione ai finanziamenti. Il Comitato legge questa modifica come una conferma delle proprie interpretazioni.
Sul piano finanziario, Corradi precisa che tutti i fornitori sono stati regolarmente pagati, grazie al meccanismo dei contributi “a rendicontazione”, compreso quello comunale da 100mila euro annui per l’organizzazione delle sfilate e delle attività rionali.
Intanto, a Palazzo Barbieri e tra le associazioni cittadine cresce il dibattito sul futuro del Carnevale. L’ipotesi di una nuova guida o di una Fondazione prende piede come possibile soluzione per garantire trasparenza, stabilità e continuità a una delle manifestazioni popolari più amate di Verona. Non si esclude inoltre un coinvolgimento diretto del Ministero della Cultura.
Il direttivo del Bacanal, intanto, lancia un appello alle istituzioni locali – Comune, Provincia, Regione – e ai parlamentari veronesi, chiedendo un sostegno concreto in questa fase di incertezza.
La domanda resta aperta: basteranno ricorsi e rassicurazioni a garantire il futuro del Papà del Gnoco e delle sfilate storiche del Carnevale veronese?
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