L’anno scolastico 2025-2026 porterà una serie di novità significative nelle scuole superiori veronesi, che interessano circa 105mila studenti. Le nuove disposizioni introdotte dal Ministero dell’Istruzione mirano a rafforzare disciplina, responsabilità e partecipazione, con effetti concreti già a partire dai primi giorni di scuola. Tra i principali cambiamenti: divieto generalizzato dell’uso dei cellulari, riforma del voto di condotta e nuove regole per l’esame di maturità.
Smartphone banditi anche alle superiori
La circolare firmata dal ministro Giuseppe Valditara estende il divieto dell’utilizzo degli smartphone a tutte le scuole secondarie di secondo grado, uniformando una norma già attiva nelle primarie e medie. I dirigenti scolastici dovranno adeguare i regolamenti interni e prevedere sanzioni per i trasgressori. Alla base del provvedimento ci sono dati allarmanti dell’Istituto superiore di Sanità, secondo cui oltre il 25% degli adolescenti italiani fa un uso problematico del cellulare, con ricadute su sonno, rendimento e relazioni.
Sono previste eccezioni per studenti con disabilità o disturbi dell’apprendimento, se indicato nei piani educativi, così come per usi didattici specifici, soprattutto negli istituti tecnici e informatici. Resteranno ammessi tablet, computer e lavagne digitali per fini educativi.
Alcuni istituti veronesi avevano già anticipato la misura, introducendo contenitori per smartphone spenti in aula o armadietti all’ingresso. Ora, però, si passa da singole iniziative a una norma valida su scala nazionale.
Condotta, il 6 non basta più
Con l’inizio del nuovo anno scolastico entra in vigore anche la riforma del voto di condotta, che diventa elemento centrale nel percorso dello studente. Chi ottiene un voto inferiore al 6 sarà automaticamente bocciato, mentre chi si fermerà a 6 subirà la sospensione del giudizio e dovrà presentare un elaborato su tematiche di cittadinanza attiva, collegato al comportamento tenuto in classe.
Il voto di condotta sarà valutato sull’intero anno scolastico, non più per quadrimestre, e le sospensioni verranno accompagnate da attività di approfondimento o volontariato. Queste misure, già sperimentate in alcune scuole veronesi, diventano ora obbligatorie su tutto il territorio nazionale.
Secondo il Ministero, l’obiettivo è quello di trasformare la condotta da strumento punitivo a leva educativa, incoraggiando gli studenti a sviluppare senso civico e rispetto per la comunità scolastica.
Esame di maturità: niente diploma per chi salta l’orale
Tra le novità più discusse, spicca la nuova regola per l’esame finale: chi si rifiuterà di sostenere il colloquio orale verrà automaticamente bocciato, anche in presenza di voti alti nelle prove scritte. Il Ministero chiarisce che tutte le fasi dell’esame devono essere superate, e il boicottaggio non sarà più tollerato.
Il colloquio orale sarà inoltre riformulato per valutare meglio autonomia, capacità argomentativa e consapevolezza degli studenti. In arrivo, inoltre, modifiche anche alle prove scritte, con l’introduzione di esercizi di problem solving e maggiore attenzione al percorso formativo triennale.
Il decreto ufficiale, che sancirà anche il ritorno alla denominazione storica di “esame di Maturità”, è atteso entro la fine dell’estate.
Un ritorno in aula sotto il segno del rigore
Le misure introdotte, secondo il Ministero, non intendono punire, ma valorizzare l’impegno e il comportamento corretto. L’obiettivo dichiarato è costruire una scuola più seria, inclusiva e orientata alla crescita personale.
Verona, con le sue numerose realtà scolastiche, si prepara ad accogliere questo cambio di paradigma, che coinvolgerà studenti, famiglie e docenti in una nuova visione dell’ambiente educativo.
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