Un nuovo episodio di chikungunya è stato confermato nel Veronese: si tratta del quarto caso dall’inizio dell’estate, registrato questa volta a Sant’Ambrogio di Valpolicella. A renderlo noto è stato lo stesso Comune, dopo la comunicazione ufficiale ricevuta dal Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Ulss 9 Scaligera.
La situazione a Sant’Ambrogio
Il virus, trasmesso all’uomo dalla zanzara tigre (Aedes albopictus), è stato riscontrato in un residente. Come previsto dalle linee guida regionali per il controllo delle arbovirosi, il sindaco ha emesso l’ordinanza necessaria per avviare subito le misure di contenimento.
Le operazioni di disinfestazione sono iniziate nelle zone interessate dal contagio, in particolare tra via Da Vinci a Domegliara e via Alighieri a Gargagnago, entro un raggio di 300 metri. Gli interventi riguardano sia aree pubbliche che spazi privati, al fine di limitare al massimo la diffusione del virus.
Gli altri casi nel Veronese
Questo episodio segue i tre già registrati nelle scorse settimane: Arbizzano, Affi e Borgo Venezia a Verona città. La progressione dei casi ha spinto le autorità sanitarie a mantenere alta la sorveglianza e a intensificare le azioni preventive.
Controlli e prevenzione
Secondo i protocolli regionali, oltre alla disinfestazione straordinaria è prevista la sensibilizzazione dei cittadini, invitati a collaborare eliminando possibili ristagni d’acqua nei giardini, sottovasi e grondaie, habitat ideali per la proliferazione della zanzara tigre. Il rispetto delle norme igieniche e il monitoraggio costante sono fondamentali per contenere il rischio di nuovi casi.
Le autorità sanitarie locali ribadiscono che, pur essendo la chikungunya una malattia che può provocare febbre alta, dolori articolari e malessere diffuso, la situazione rimane sotto controllo grazie all’attivazione immediata delle procedure previste dai piani di sorveglianza.
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