Verona ha registrato un aumento degli incassi dalla tassa di soggiorno, ma il dato rimane basso rispetto alle principali città turistiche italiane. Nonostante un incremento del 17% rispetto al 2023, con un gettito che ha raggiunto 7,6 milioni di euro, il capoluogo scaligero non entra nella classifica nazionale delle prime dieci città per ricavi generati da questa imposta. Il valore medio pro capite, pari a circa 30 euro per abitante, si colloca infatti ben al di sotto della media nazionale.
Il risultato veronese è comunque parte di una tendenza più ampia: in tutta Italia il boom del turismo ha trainato il gettito fiscale da soggiorno, che ha raggiunto complessivamente oltre 760 milioni di euro nel 2024, segnando un aumento del 19% su base annua. A titolo di confronto, nel 2020 – durante la pandemia – le entrate totali si erano fermate a 251,6 milioni di euro.
Le città d’arte dominano la classifica dei ricavi: in cima troviamo Firenze, che ha registrato un gettito di 76,9 milioni di euro, più del decuplicato rispetto a Verona. Seguono Milano con 76,5 milioni, in forte crescita (+23%), e Venezia che, pur rallentando, ha superato i 39 milioni (+4%). Napoli, Bologna, Rimini, Torino e Sorrento completano la top ten, con quest’ultima che, pur contando solo 15mila abitanti, ha incassato 9,1 milioni di euro, con un balzo annuo del 32%. A confronto, Palermo si è fermata a 8,7 milioni, pur raddoppiando i risultati del 2023.
In provincia di Verona, sono i Comuni del Garda a trarre i maggiori benefici: Peschiera guida con 2,8 milioni di euro, seguita da Lazise (2,7) e Bardolino (2,2). Più distaccata Brenzone, che ha registrato 580mila euro. Al contrario, le località della Lessinia non applicano alcuna tassa sui pernottamenti, accodandosi ai circa 5.700 enti locali italiani che, pur potendo istituirla, rinunciano per attrarre più visitatori, seguendo anche le richieste delle associazioni di categoria.
Secondo il Centro studi Enti locali, il 60% del gettito nazionale arriva ancora dai Comuni del Nord Italia, con il Mezzogiorno che però mostra segnali di crescita, soprattutto grazie alla performance positiva delle isole.
Attualmente, la tassa di soggiorno a Verona prevede un costo di 3,5 euro a notte per un massimo di 4 pernottamenti nel caso delle locazioni turistiche. Per alberghi, bed & breakfast, campeggi, agriturismi e case vacanza, il contributo varia da 2 a 5 euro, in base alla categoria della struttura ricettiva.
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