Ogni estate migliaia di animali vengono abbandonati o trovati feriti lungo le strade e nei boschi italiani. Per questo, LNDC Animal Protection ha realizzato un vademecum operativo destinato a cittadini e volontari che vogliano aiutare cani, gatti e animali selvatici in difficoltà, agendo in modo responsabile, sicuro e legale.
L’abbandono di un animale domestico è un reato punito dal Codice Penale (art. 727), ma nonostante ciò continua a essere un fenomeno diffuso, soprattutto nel periodo estivo. Nel 2024 l’associazione ha salvato 19.426 animali abbandonati, dietro a ognuno dei quali si nasconde una storia di sofferenza e riscatto. Le cifre indicano un’emergenza che richiede attenzione e azioni concrete da parte di tutti.
Cani vaganti: valutare prima di intervenire
Non ogni cane da solo è per forza abbandonato. In alcune Regioni italiane i cani stanziali sono tutelati e accuditi da volontari locali, pur vivendo liberi sul territorio. Prima di agire, è utile osservare il comportamento dell’animale: se è tranquillo e a suo agio nell’ambiente, potrebbe non aver bisogno di aiuto. Al contrario, se appare disorientato, impaurito o insegue le persone, potrebbe essere smarrito o abbandonato. In questo caso, è consigliato avvicinarlo con calma, verificare la presenza di medagliette identificative e chiedere informazioni in zona. Se non si riesce a risalire al proprietario, vanno contattati Polizia Municipale, Servizi Veterinari ASL o le Forze dell’Ordine.
Animali feriti: l’intervento è un dovere legale
In caso di animale ferito, la legge impone l’intervento delle autorità. Il Regolamento di Polizia Veterinaria e il Codice Deontologico dei Medici Veterinari obbligano all’assistenza. È quindi possibile chiamare i riferimenti territoriali già menzionati oppure rivolgersi a Polizia Stradale, Polizia Ferroviaria, Vigili del Fuoco, a seconda della situazione. Se le istituzioni non rispondono, si può portare l’animale dal veterinario più vicino, che ha il dovere di prestare le prime cure, anche se opera come libero professionista. In tutto questo, le associazioni possono offrire supporto logistico e legale, ma non possono sostituirsi agli enti preposti.
Se l’animale è stato chiaramente abbandonato, è necessario raccogliere prove fotografiche e video, documentare il luogo e lo stato dell’animale, e contattare subito le autorità competenti. Il supporto di testimoni e delle associazioni animaliste locali può accelerare le procedure e garantire un soccorso più rapido.
Fauna selvatica: attenzione e rispetto delle normative
Durante i mesi estivi, è frequente l’incontro con animali selvatici feriti o disorientati, soprattutto durante escursioni e attività all’aperto. In questi casi è vietato trattenerli o curarli in autonomia, in base alla Legge n. 157/1992, che definisce la fauna selvatica come patrimonio indisponibile dello Stato. Il contatto umano può causare traumi, compromettere la sopravvivenza e impedire il reinserimento in natura.
L’unica azione corretta è segnalare la situazione alle autorità competenti: Polizia Provinciale, Comando Forestale (112), Vigili del Fuoco (115) per animali bloccati, o Guardia Costiera (1530) nel caso di fauna marina. Ogni Regione dispone di Centri di Recupero della Fauna Selvatica con personale specializzato, in grado di fornire cure e riabilitazione adeguate.
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