West Nile, in Veneto è allerta: già 14 casi accertati. Ecco le misure di prevenzione

Contagi in crescita ma nessuna emergenza: i casi sono sotto controllo. Rischio maggiore tra agosto e settembre, medici e autorità invitano alla prevenzione attiva

Sono 14 i casi confermati o sospetti di West Nile in Veneto, con tre pazienti che hanno sviluppato complicanze neurologiche e cinque colpiti da febbre. Un quadro che richiama l’attenzione delle autorità sanitarie, ma che – come sottolineano esperti e medici – non deve generare allarmismo. Il virus, trasmesso dalle zanzare comuni (Culex pipiens), è sotto sorveglianza attiva e il picco di casi è previsto dopo Ferragosto, in linea con l’andamento stagionale noto ormai da anni.

Nel dettaglio, i casi confermati in Veneto comprendono cinque persone con febbre, tre con sintomi neurologici e un donatore asintomatico risultato positivo. A questi si aggiungono cinque casi classificati come “probabili” in attesa di conferma, tra cui anche un residente di Villa Bartolomea, nel Veronese. I casi si concentrano in quattro province della regione.

A livello nazionale, il bilancio complessivo arriva a otto decessi, l’ultimo dei quali registrato il 30 luglio a Caserta. Tuttavia, come ricordano i dati del Ministero della Salute, la situazione attuale non è paragonabile a quella del 2022, anno in cui le infezioni umane furono oltre 500, con 22 decessi e 150 forme neuroinvasive. «La curva stagionale cresce da metà luglio, raggiunge il picco dopo metà agosto, poi cala rapidamente», spiegano gli esperti.

Cos’è la West Nile e come si trasmette

La West Nile è una malattia infettiva trasmessa dalle zanzare comuni, non dalla zanzara tigre. Il virus infetta principalmente gli uccelli selvatici, che fungono da serbatoio. Le zanzare pungono gli uccelli e successivamente trasmettono il virus all’uomo o ad altri mammiferi, come i cavalli, che sono considerati ospiti accidentali.

I sintomi si manifestano solo nel 20% circa dei casi infetti e comprendono febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati e sfoghi cutanei. Nei bambini il quadro clinico tende a essere lieve, mentre negli anziani o nei soggetti fragili può evolvere in encefaliti, meningiti e paralisi. I casi più gravi – che rappresentano meno dell’1% – possono portare a compromissioni neurologiche permanenti o, in rari casi, alla morte.

La trasmissione può avvenire anche tramite trasfusioni o trapianti, ma il rischio è considerato molto basso grazie ai rigorosi controlli attivi nei centri trasfusionali, come ricordato nei giorni scorsi anche dall’Avis di Verona.

Come difendersi

Non esiste al momento un vaccino per l’uomo, mentre i cavalli vengono regolarmente immunizzati. Per questo motivo, la prevenzione è l’unico strumento efficace per ridurre il rischio di infezione.

Le indicazioni sono semplici ma fondamentali:

  • Eliminare i ristagni d’acqua in sottovasi, grondaie, tombini e bidoni, che sono ambienti ideali per la proliferazione delle zanzare;

  • Installare zanzariere a porte e finestre;

  • Utilizzare repellenti cutanei e ambientali, spray o in formato braccialetto;

  • Prediligere indumenti lunghi e chiari nelle ore serali;

  • Consultare il medico in presenza di sintomi sospetti, come febbre persistente o malessere generalizzato.

Secondo Gianmarco Padovani, vicepresidente provinciale di Federfarma, le vendite di repellenti sono in linea con le richieste tipiche della stagione estiva. «I clienti acquistano spray, bracciali e pastiglie per l’acqua – spiega – e in presenza di sintomi vengono indirizzati al proprio medico curante».

La pulizia e la prevenzione ambientale restano le armi più efficaci contro il virus. Padovani ricorda che «la zanzara responsabile della West Nile punge di notte, dal tramonto all’alba, ed è importante intervenire nei luoghi dove si annida, come tombini, giardini e contenitori lasciati all’aperto».

Con l’arrivo del picco previsto dopo metà agosto, le autorità raccomandano di non abbassare la guardia. Nessun allarme, ma un’attenzione costante, anche per evitare che i numeri raggiungano i livelli critici visti in passato.

Redazione

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