A Verona i centri trasfusionali sono regolarmente aperti e le donazioni di sangue proseguono senza interruzioni, nonostante l’attivazione del protocollo anti-West Nile. A chiarirlo è Giorgio Gandini, direttore della Medicina Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata, che smentisce categoricamente le notizie circolate online su presunte sospensioni delle attività. «Non c’è alcun blocco – afferma – ma solo l’introduzione di un test precauzionale per individuare l’eventuale presenza del virus West Nile nel sangue donato».
Il virus, trasmesso principalmente dalle zanzare, non è presente in Italia durante tutto l’anno, ma viene monitorato tra giugno e novembre. In questo periodo, al rilevamento del primo caso su animali o persone, scatta automaticamente il protocollo di sorveglianza epidemiologica, che prevede il test su ogni donazione nelle aree interessate. «In Veneto, questa misura è attiva da oltre dieci anni e rappresenta una procedura consolidata di sicurezza», sottolinea Gandini. L’obbligo scatta non solo nella provincia interessata, ma sull’intero territorio regionale, per garantire la massima tutela della salute pubblica.
I dati rassicurano: ogni anno si contano pochissimi casi positivi tra i donatori, quasi sempre asintomatici, e chi risulta temporaneamente non idoneo alla donazione può tornare a farlo una volta negativizzato. Quest’anno, la prima positività al virus è stata registrata già a fine giugno, e da allora tutti i centri trasfusionali del Veneto hanno avviato i controlli sistematici.
Anche l’Avis provinciale di Verona interviene per smentire le fake news, ribadendo che non vi è alcuna chiusura o limitazione alle attività di donazione. «Il protocollo ministeriale prevede solo l’inserimento di un test NAT aggiuntivo – spiegano il presidente Alessandro Viali e la vicepresidente Giada Graziani – eseguito insieme ai normali controlli, per assicurare la qualità e la sicurezza del sangue raccolto».
La vera emergenza non è sanitaria, ma di disponibilità: il bisogno di sangue e plasma resta elevato, soprattutto in vista delle ferie estive. Avis invita i cittadini a prenotare per tempo la propria donazione e a rispettare le regole di idoneità, tra cui l’attesa di 28 giorni per chi rientra da Paesi a rischio, elencati sul sito ufficiale del Centro Nazionale Sangue.
Le rassicurazioni giunte da medici e associazioni hanno l’obiettivo di contrastare la disinformazione, che rischia di compromettere un sistema già fragile durante i mesi estivi. Gandini ricorda che «la sicurezza del sangue è garantita da un sistema collaudato di controlli, che permette di affrontare con prontezza ogni criticità stagionale».
Donare è sicuro, controllato e necessario. Le istituzioni invitano a non farsi condizionare da notizie prive di fondamento e a contribuire, con responsabilità, al fabbisogno nazionale di sangue e plasma
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