Verona – Le donazioni di sangue e plasma sono diventate più complesse anche nel Veronese a causa della diffusione del virus West Nile, che ha spinto il Centro Nazionale Sangue (CNS) a includere la provincia tra le 31 aree italiane soggette a restrizioni sanitarie. La comunicazione è arrivata il 29 luglio, con un aggiornamento ufficiale della lista rossa che coinvolge gran parte del territorio nazionale.
Il virus West Nile, trasmesso dalla zanzara Culex pipiens, può provocare febbri acute e complicanze neurologiche, come meningiti ed encefaliti. Nonostante in molti casi l’infezione sia asintomatica, l’eventuale trasmissione attraverso il sangue infetto rappresenta un rischio elevato per i riceventi, in particolare se immunodepressi o fragili.
A Verona, come nelle altre province segnalate, i donatori che abbiano soggiornato nella zona anche per una sola notte devono sottoporsi a un Test NAT (amplificazione degli acidi nucleici), una procedura specifica per rilevare la presenza del virus nel sangue. In alternativa, si applica una sospensione di 28 giorni prima di poter effettuare la donazione. La stessa norma vale per chi ha soggiornato in province come Milano, Roma, Napoli, Bologna, Venezia, Treviso, Padova, e altre località sparse tra nord, centro e sud Italia.
La situazione risulta particolarmente delicata in piena estate, quando i centri trasfusionali fanno già i conti con un fisiologico calo delle donazioni. Le nuove restrizioni rischiano di ridurre ulteriormente le scorte, mettendo a rischio interventi programmati e terapie salvavita. Per questo motivo, le autorità sanitarie invitano i donatori abituali a contattare in anticipo i centri trasfusionali per verificare la propria idoneità e sollecitano i nuovi donatori, non soggetti a limitazioni, a farsi avanti.
A livello internazionale, restrizioni permanenti sono in vigore per chi rientra da Stati Uniti e Canada, dove il West Nile è endemico. In Europa, l’allerta riguarda anche alcune aree della Grecia (come Attica Occidentale e Pireo) e il distretto rumeno di Sălaj.
Le misure in vigore rientrano nei protocolli di sicurezza del sistema trasfusionale, volto a garantire la qualità del sangue raccolto e prevenire rischi di trasmissione virale. Come sottolineato dal CNS, «la tutela del ricevente è prioritaria, ed è per questo che ogni persona che abbia soggiornato nelle zone indicate durante la stagione estiva deve attenersi scrupolosamente alle indicazioni sanitarie».
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.