È stato un sabato intenso per il Soccorso alpino e per l’elisoccorso di Verona Emergenza, impegnati in due operazioni complesse nella zona del Carega, nel Parco naturale della Lessinia. Le squadre di soccorso hanno dovuto affrontare situazioni diverse ma ugualmente delicate, che hanno richiesto l’impiego del verricello e il trasporto in elicottero verso le strutture sanitarie.
Il primo allarme è scattato in tarda mattinata, intorno alle ore 12:40, lungo il sentiero 287 (E7), sotto Cima Trappola, il punto più elevato del versante. Una donna di circa 60 anni, residente a Grezzana, è caduta durante un’escursione in compagnia del marito. La scivolata l’ha fatta rotolare per diversi metri al di sotto del tracciato, provocandole la frattura di una gamba.
Il personale del Soccorso alpino è riuscito a raggiungerla nonostante le difficoltà del terreno. Dopo averla stabilizzata, la donna è stata recuperata con il verricello dall’elicottero e immediatamente trasportata all’ospedale di Borgo Trento per ricevere le cure mediche necessarie.
La mattinata si era già aperta con un altro intervento urgente: lungo il sentiero 192, sul lato vicentino del Carega, nei pressi del Giaron della Scala, un runner 39enne di Schio ha accusato un malore improvviso a quota 1.700 metri, mentre si trovava in compagnia di un amico. L’equipaggio dell’elicottero ha raggiunto rapidamente l’area e ha trasportato l’uomo al rifugio Campogrosso, dove il medico a bordo ha effettuato le prime valutazioni sanitarie, prima del trasferimento verso l’ospedale.
Entrambe le operazioni hanno richiesto competenze tecniche avanzate, tempi rapidi e una perfetta coordinazione tra i soccorritori a terra e il personale di volo. Le condizioni ambientali, unite alla morfologia complessa del territorio montano, hanno reso gli interventi particolarmente impegnativi.
Nel frattempo, sempre nelle montagne venete, è stato segnalato un caso tragico: una turista 60enne data per dispersa è stata ritrovata senza vita, ma non sono ancora noti i dettagli ufficiali sull’accaduto. L’episodio ha ulteriormente intensificato le attività di monitoraggio e pronto intervento da parte delle unità operative del Soccorso alpino.
Le operazioni odierne confermano l’importanza del servizio di elisoccorso in ambiente montano, soprattutto nei mesi estivi, quando la frequentazione delle aree alpine aumenta e con essa anche il rischio di incidenti o malori improvvisi.
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