Movida sul Garda, il silenzio scatta a mezzanotte: sentenze e limiti per i locali notturni

Dopo la sentenza su Bardolino, i Comuni intensificano controlli e applicano limiti acustici più rigidi. Obiettivo: tutelare i residenti senza soffocare il turismo

La movida sul Lago di Garda si scontra sempre più spesso con le esigenze di tutela del riposo dei residenti. A pochi giorni dalla decisione del tribunale di Verona che impone alla discoteca Shibuia di Bardolino lo stop alla musica e all’utilizzo del parcheggio dopo la mezzanotte, si torna a discutere di convivenza tra divertimento e diritto alla quiete.

La vicenda è emersa da un contenzioso civile promosso dai condomini di via Montavoletta, assistiti dallo studio legale Biondaro, che lamentavano da tempo emissioni sonore ritenute intollerabili provenienti dal locale, gestito dalla società New Hollywood srls. Dopo mesi di accertamenti tecnici, relazioni dell’Arpav e valutazioni contrastanti, la giudice Lara Ghermandi ha stabilito il divieto di proseguire le attività musicali oltre le ore 24 e l’interdizione all’uso del parcheggio da parte degli avventori oltre tale orario.

La decisione, pur riferita a un contenzioso tra privati, ha generato un’onda lunga che coinvolge anche l’amministrazione comunale, chiamata ora a rafforzare il proprio ruolo di vigilanza. Il sindaco di Bardolino Daniele Bertasi ha confermato che il Comune non è parte del procedimento, ma ha sottolineato l’intenzione di approfondire la questione e valutare eventuali azioni in linea con le proprie competenze.

I controlli proseguiranno, con il supporto di una società di consulenza acustica incaricata di sopperire alla mancanza di strumentazione della Polizia Locale. Le misurazioni, spiega il Comune, sono di competenza dell’Arpav, con cui verrà mantenuto un coordinamento operativo per garantire il rispetto delle normative.

Anche nel vicino Comune di Garda il tema è caldo. Il sindaco Davide Bendinelli ha adottato un approccio definito «pugno di ferro», soprattutto dopo alcuni episodi di disordine registrati al Lido e alla Motta, che avevano portato alla chiusura anticipata alle 22 per tre giorni. Attualmente la chiusura è tornata alle ore 2, ma le regole sugli eventi musicali si sono fatte molto più rigide.

In particolare, chi desidera organizzare serate con musica e ballo deve presentare un piano di sicurezza dettagliato, che tenga conto del numero massimo di persone per metro quadro. Un vincolo che, nella pratica, rende difficile per molti locali continuare a ospitare eventi danzanti, per via delle limitazioni sulla capienza e sulle misure antincendio.

Il problema del rumore notturno non riguarda solo la musica, ma anche i movimenti dei clienti, dei mezzi di trasporto e delle attività correlate, che in zone residenziali diventano motivo di tensione. Il risultato è una progressiva restrizione della movida notturna, che deve ora trovare nuovi equilibri tra intrattenimento e rispetto della vivibilità urbana.

Redazione

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