Tregnago, ufficio postale chiuso da un anno: Bigon attacca Poste Italiane e Regione

La consigliera regionale denuncia lo stallo dei lavori: “Servizio essenziale negato ai cittadini, ora servono date certe e soluzioni alternative”

Poste

A dodici mesi dalla chiusura annunciata come “temporanea” dell’ufficio postale di Tregnago, i lavori risultano ancora fermi e l’edificio inaccessibile, con disagi sempre più gravi per la popolazione locale. A lanciare l’allarme è Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Partito Democratico, che chiede risposte chiare da Poste Italiane e dalla Regione Veneto.

Un anno di attesa per un servizio essenziale

Non è accettabile – denuncia Bigon – che a un anno dalla chiusura, prevista per brevi lavori, non vi sia ancora alcuna data certa per la riapertura“. L’ufficio postale di Tregnago, spiega la consigliera, rappresenta un presidio fondamentale soprattutto per anziani, persone fragili e residenti nelle frazioni, che oggi si trovano costretti a spostarsi nei comuni vicini, come Illasi, per espletare operazioni basilari: dal ritiro della pensione al pagamento di bollette, fino all’accesso a servizi postali ordinari.

Il silenzio istituzionale e l’assenza di un cronoprogramma definito aggravano il quadro. “Serve chiarezza sui tempi di completamento dei lavori, ma serve anche una presa di responsabilità politica e amministrativa, affinché i cittadini non vengano lasciati soli”, afferma Bigon.

Richiesta di intervento urgente alla Regione

La consigliera annuncia di voler presentare un’interrogazione ufficiale alla Regione Veneto per sollecitare un confronto diretto con Poste Italiane. L’obiettivo è ottenere informazioni precise sull’avanzamento degli interventi e, nel frattempo, chiedere l’attivazione di soluzioni temporanee, come sportelli mobili o servizi alternativi sul territorio.

Non possiamo più considerare normali queste chiusure prolungate – sottolinea –. In Veneto, tra aprile 2023 e novembre 2025, gli uffici postali risulteranno chiusi per un totale complessivo di oltre 10.200 giorni. È una cifra impressionante, un dato che racconta una vera e propria emergenza nella gestione della rete postale, con forti ripercussioni sulla qualità della vita nei comuni più piccoli”.

I disagi della popolazione locale

A Tregnago, come in molti altri centri della provincia veronese e del Veneto, la chiusura di uno sportello postale equivale a interrompere un servizio pubblico essenziale, in particolare per una fascia di popolazione che non sempre ha accesso a servizi digitali o possibilità di mobilità autonoma.

Gli utenti più colpiti sono gli anziani, che spesso non hanno mezzi per spostarsi o non utilizzano servizi online. Queste persone hanno diritto a un servizio postale accessibile, efficiente e vicino“, spiega Bigon, che chiede una maggiore attenzione da parte delle istituzioni locali nel monitorare le chiusure e nel garantire soluzioni rapide e sostenibili.

Una rete da ripensare

La vicenda di Tregnago, secondo Bigon, è emblematica di una crisi sistemica che riguarda tutto il territorio veneto. La rete degli uffici postali – in molti casi insufficientemente manutenuta o soggetta a continui stop per lavori – necessita di una revisione delle priorità da parte di Poste Italiane, che dovrebbe contemperare esigenze gestionali con l’obbligo di garantire l’universalità del servizio.

Redazione

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