Scomparsa di Clara Rossignoli: la figlia accusa, “Forse un incidente domestico, è stata spinta”

Marta Nardo rilancia la sua versione sul caso della madre sparita a Legnago: dubbi, silenzi e nuove tensioni familiari alimentano le indagini

Clara Rossignoli

È dall’8 aprile che di Clara Rossignoli, 79 anni, non si hanno più notizie. L’anziana era stata vista per l’ultima volta al bar del paese, a Porto di Legnago, ma le ricostruzioni successive non hanno fatto altro che generare ulteriori interrogativi. Secondo quanto riferito inizialmente dal nipote Mattia Nascimben, la donna sarebbe uscita di casa l’11 aprile, ma il suo cellulare risulta spento già dal giorno 9, elemento che ha insospettito fin da subito gli investigatori.

La denuncia di scomparsa è stata formalizzata solo il 14 aprile, con un ritardo di cinque giorni che ha alimentato sospetti sia all’interno della famiglia che tra le autorità. Da quel momento, le indagini si sono intensificate fino a portare all’iscrizione di due persone nel registro degli indagati per omicidio volontario e occultamento di cadavere: Mattia Nascimben e la sua ex compagna Erica Chiarion, che condividevano con Rossignoli l’abitazione in cui è avvenuta la scomparsa.

Le accuse e le ipotesi della figlia

In un’intervista trasmessa su “Estate in Diretta” (RaiUno), la figlia di Clara, Marta Nardo, ha espresso una nuova, pesante ipotesi. “Credo che mamma sia stata vittima di un incidente domestico“, ha affermato. Secondo la sua ricostruzione, la sera dell’8 aprile ci sarebbe stato un litigio acceso in casa, durante il quale “sono volate parole pesanti, anche da parte di mia mamma“.

Nardo immagina un’escalation culminata forse in una spinta involontaria, che avrebbe causato una caduta fatale. “Magari è caduta, ha battuto la testa. Magari chiamando i soccorsi si sarebbe salvata. Forse sono stati presi dal panico e non li hanno chiamati“, ha aggiunto, lasciando intendere una dinamica non premeditata ma coperta da silenzio per paura.

Perquisizioni e piste investigative

Le forze dell’ordine hanno condotto perquisizioni dettagliate in diversi immobili, tra cui l’abitazione dove Rossignoli viveva con il nipote e l’ex compagna, e anche nella precedente casa della stessa Nardo, ad Angiari. Durante le operazioni è stato utilizzato il luminol, alla ricerca di eventuali tracce biologiche che possano confermare o smentire le ipotesi di violenza o occultamento.

L’inchiesta rimane aperta e complessa, con gli investigatori al lavoro per ricostruire l’esatta sequenza degli eventi e chiarire il ruolo di ciascun soggetto coinvolto. L’ipotesi dell’incidente domestico, ora pubblicamente rilanciata da Marta Nardo, rappresenta una nuova pista narrativa, ma dovrà essere supportata da riscontri oggettivi.

Le repliche e i dissidi familiari

In risposta alle parole di Nardo, Erica Chiarion ha ribadito di aver sempre collaborato con gli inquirenti. Ha dichiarato di aver detto “la verità, anche se spiacevole”, facendo riferimento a presunti problemi economici della signora Rossignoli, e ha contestato il comportamento mediatico della figlia, sostenendo che “se siamo indagati è perché sono state dette delle bugie da chi sta sempre in tv”.

Una contrapposizione che evidenzia un forte conflitto familiare, che ora si riflette anche sul piano giudiziario e mediatico. Il caso di Clara Rossignoli resta dunque avvolto da un fitto mistero, tra ipotesi contrastanti, accuse reciproche e una verità che ancora non è emersa.

Redazione

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