Estate con meno zanzare nel Veronese, ma crescono i casi legati alle zecche

Calo della presenza di Culex e zanzara tigre, ma l’allerta resta alta. In aumento le segnalazioni di punture da zecca nelle aree collinari

VERONA – Lo conferma il monitoraggio dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, che ha registrato un calo significativo nella presenza della zanzara comune (Culex), quella potenzialmente capace di trasmettere il virus West Nile. Nessun caso è stato accertato finora, a fronte dei cinque rilevati nello stesso periodo del 2024. Anche le infezioni da Dengue risultano in netto calo: solo tre importate a luglio, rispetto alle 18 dell’anno scorso.

Nonostante il sollievo generale, gli esperti invitano alla prudenza. «Una minore quantità di zanzare non significa automaticamente minor rischio sanitario», avverte Federico Gobbi, direttore del Dipartimento Malattie infettive e tropicali dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria. Infatti, anche con una bassa densità di insetti, il rischio di contagio può aumentare in condizioni ambientali sfavorevoli, come la siccità, che spinge le zanzare a cercare acqua vicino alle abitazioni.

La zanzara tigre è ancora poco presente, ma è un andamento normale in questa fase dell’estate: il picco è atteso tra agosto e settembre, periodo in cui occorrerà intensificare i controlli.

A contribuire al calo delle infestazioni, secondo Salvatore Falcone, responsabile Salute e ambiente dell’Ulss 9 Scaligera, è stata anche una migliore prevenzione da parte dei Comuni, attivati già da gennaio con azioni di controllo larvale coordinate e mirate. Inoltre, la maggiore consapevolezza dei cittadini, unita a condizioni meteorologiche più favorevoli, sembra aver giocato un ruolo nel contenere la diffusione.

Ma se il fronte zanzare per ora rassicura, cresce la preoccupazione per le zecche, la cui presenza è sempre più diffusa anche nelle aree collinari e periurbane. Non esiste al momento un monitoraggio ufficiale sulla popolazione di questi parassiti, ma il numero di persone che si rivolgono ai medici per morsi sospetti è in aumento.

“Il morso è spesso indolore”, spiega ancora Gobbi, “e proprio per questo è fondamentale controllare la pelle dopo gite o escursioni all’aperto, specialmente in montagna e collina”. Un sintomo da non sottovalutare è la comparsa di un alone rossastro attorno alla zona del morso, o una febbre sospetta nei giorni successivi. In questi casi, è sempre opportuno consultare il medico.

Per proteggersi, oltre ai classici accorgimenti, è consigliato l’uso di permetrina su vestiti e scarpe, una sostanza repellente molto più efficace per le zecche rispetto ai normali spray per la pelle.

Redazione

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