Con l’estate e l’afflusso sempre più massiccio di turisti, Verona si trova di nuovo a fare i conti con l’emergenza rifiuti. I cassonetti stracolmi, anche quelli “intelligenti”, e i sacchi abbandonati in strada, specie nelle zone a più alta frequentazione pedonale, stanno provocando malumori tra i cittadini e critiche politiche, mentre le immagini di degrado si moltiplicano sui social e nelle denunce pubbliche.
La situazione è critica soprattutto nel centro storico, dove il numero di passaggi degli operatori Amia appare insufficiente a fronte del massiccio consumo di cibo da asporto e dell’intensità dei flussi turistici. In particolare, via Mazzini, via Cappello e altre aree ad alta densità pedonale vedono cassonetti traboccanti, rifiuti organici esposti e, secondo alcuni esponenti politici, persino la presenza di topi attratti dall’umido abbandonato.
Lista Tosi e Forza Italia hanno lanciato un attacco frontale contro l’attuale gestione del servizio: «Incuria e totale assenza di indirizzo politico», ha dichiarato Salvatore Papadia, che segnala difficoltà anche nei quartieri San Michele e Porto San Pancrazio, dove la raccolta porta a porta sarebbe discontinua e spesso non rispettata.
Patrizia Bisinella critica l’organizzazione del servizio nel cuore della città: «Ritirare l’umido alle 13, con i plateatici affollati, è una scelta inefficiente e incompatibile con le esigenze del turismo». Barbara Tosi sottolinea invece la lentezza nella sostituzione dei cassonetti danneggiati, mentre Antonio Lella richiama alla necessità di più comunicazione per la gestione degli ingombranti.
Dal canto suo, Amia respinge le accuse e assicura che nessun ritiro avviene alle 13, ma piuttosto alle 15 o in orario serale, in accordo con le attività commerciali. L’azienda ammette che le criticità esistono, in particolare a causa della carenza di personale qualificato, ma sottolinea anche come il cambiamento in atto richieda un fisiologico periodo di assestamento, dopo “decenni di immobilismo”.
Per affrontare l’emergenza, Amia ha incaricato una cooperativa esterna di svolgere servizi aggiuntivi di raccolta e ha attivato un nuovo numero dedicato al ritiro degli ingombranti, gestito da un operatore esterno per liberare risorse e aumentare il presidio operativo sul territorio.
Un ulteriore passo verso la riorganizzazione è rappresentato dallo studio affidato a un’agenzia specializzata, finanziata dal Consorzio nazionale imballaggi (Conai), che sta analizzando il sistema di raccolta dei rifiuti nell’ansa dell’Adige. Lo scopo è preparare il terreno al futuro passaggio al porta a porta anche in centro storico, previsto entro i prossimi 12 mesi.
Lo scenario, purtroppo, si ripete ogni estate, ma quest’anno – complice il boom turistico – le dimensioni del fenomeno sono più evidenti.
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Malissimo perché noi alla AMIA paghiamo la tari per cosa? Per non aver un servizio? Capisco che c’è molta gente incivile ma AMIA sta peggiorando sempre di più il servizio. Quando siete in attivo vi spartite la torta e peggiorando il servizio. Quando fate le cose per bene?
Ai cassonetti della mia via (periferia) c è un mercatino stabile dell’usato gratuito, ogni giorno si arricchisce di cose nuove, questa foto è di 4/5 giorni fa adesso è più ricco, c è più scelta🤣