Molestie sull’argine dell’Adige: arrestato giovane seriale, due aggressioni in 40 minuti

Identificato grazie alle telecamere e al riconoscimento delle vittime

È stato arrestato il presunto molestatore seriale che, nella giornata del 6 giugno scorso, avrebbe aggredito due donne in meno di un’ora lungo l’argine dell’Adige, tra Legnago, Angiari e Villabartolomea. Si tratta di Sofian B., 23 anni, nato a Legnago, riconosciuto dalle vittime e identificato grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona.

Le accuse nei suoi confronti sono violenza sessuale e tentata violenza sessuale, per due episodi distinti ma accomunati da un modus operandi ricorrente. Il giovane avrebbe avvicinato entrambe le donne a petto nudo, con i pantaloni e la biancheria intima abbassati, tentando un approccio aggressivo e verbale, seguito da un contatto fisico.

Il primo episodio si è verificato intorno alle 16, quando una donna che passeggiava tra Legnago e Angiari è stata raggiunta alle spalle dall’aggressore. Dopo averle sbarrato la strada, l’ha inseguita in bicicletta, ma la vittima è riuscita a fuggire, spingendolo via e minacciando di chiamare la polizia.

Quaranta minuti più tardi, il giovane avrebbe aggredito un’altra donna, questa volta nei pressi dell’ospedale di Legnago. La vittima, una trentenne che stava correndo lungo l’argine, si è trovata l’uomo di fronte, ancora una volta seminudo, che le ha afferrato un braccio dichiarando di voler “fare sesso”. Anche in questo caso, la donna è riuscita a divincolarsi, scappando e rifugiandosi tra la vegetazione, da dove ha poi dato l’allarme.

Le indagini, coordinate dalla procura e rese possibili grazie alla collaborazione con la polizia locale e l’analisi dei video di sorveglianza, si sono intensificate dopo un ulteriore episodio di violenza sessuale, avvenuto giorni dopo in un altro tratto dell’argine, tra ponte Principe Umberto e il ponte ferroviario Mantova-Monselice. Tuttavia, secondo quanto accertato finora, il 23enne non sarebbe coinvolto in quest’ultimo caso, ma soltanto nei due episodi del 6 giugno.

Il giudice Paola Vacca ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, eseguita due giorni fa. L’indagato, difeso dall’avvocato Emanuele Luppi, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia.

Le aggressioni si sono verificate in un’area molto frequentata per attività sportive e passeggiate, scelta da molti proprio per la sua tranquillità e lontananza dal traffico cittadino. Proprio per questo motivo, l’allarme sociale e la richiesta di maggiore sicurezza sono aumentati, soprattutto da parte delle donne che frequentano regolarmente la zona.

Redazione

Seguici su

Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

insegnante studenti
Il presidente della Regione Veneto invita ragazze e ragazzi a vivere la scuola come un...
Auto dei Carabinieri
La tragedia si è consumata in un’abitazione di via XXV Aprile. La vittima aveva 60...
infortunio sul lavoro
I dati Vega Engineering sui primi sette mesi del 2026 mostrano un Veneto ancora sopra...

Altre notizie