Nel Veronese resteranno attivi 12 dei 14 autovelox attualmente installati, secondo quanto stabilito dalla nuova mappa della Prefettura scaligera, elaborata in conformità con le recenti linee guida regionali. Solo due dispositivi verranno spenti, a Caprino sulla strada per Spiazzi e a Sona lungo la direttrice verso Peschiera, pari a circa il 20% del totale.
Una percentuale decisamente contenuta, soprattutto se confrontata con i dati di altre province venete. A Venezia, ad esempio, oltre due terzi dei velox sono stati disattivati: su 26 dispositivi esaminati, solo 10 sono risultati conformi. Situazioni analoghe si sono registrate anche a Belluno e Rovigo. Al contrario, a Vicenza la revisione ha portato all’apertura per nuove installazioni, segno di un approccio più flessibile.
La ricognizione è il risultato di un decreto ministeriale che ha imposto a tutte le prefetture del Veneto di aggiornare le autorizzazioni entro il 12 giugno 2024, con l’obiettivo di uniformare i criteri di utilizzo dei rilevatori di velocità. I Comuni, ora, dovranno adeguarsi alla mappa approvata, procedendo allo spegnimento degli autovelox non più ritenuti conformi.
Le nuove regole prevedono limiti più restrittivi per i dispositivi posizionati nei centri urbani, ammessi solo in condizioni particolari, mentre sulle strade extraurbane è richiesto un margine minimo di 20 km/h tra il limite ordinario e quello imposto. Ad esempio, non sarà più possibile installare un autovelox su tratti extraurbani dove il limite scende sotto i 90 km/h, se il limite ordinario è di 110 km/h.
Rimane inoltre aperta la questione legata all’omologazione tecnica degli apparecchi, che negli anni sono stati installati spesso con semplici autorizzazioni burocratiche. Una recente sentenza della Corte di Cassazione, datata aprile 2024, ha infatti stabilito che le sanzioni emesse da dispositivi non omologati sono nulle, creando non poche difficoltà interpretative.
Nel 2023 il Ministero dei Trasporti aveva tentato di introdurre un decreto per regolarizzare i dispositivi installati dopo il 2017, ma il provvedimento è stato sospeso. La conseguenza è un quadro normativo ancora incerto, che rischia di lasciare molti Comuni senza strumenti validi per il controllo della velocità, se non attraverso l’adeguamento dei dispositivi esistenti agli standard tecnici richiesti.
In attesa del completamento della mappatura regionale, previsto per l’estate, il territorio veronese si distingue quindi per una revisione contenuta e per la continuità nell’impiego dei sistemi di rilevazione.
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