Damiano Tommasi perde ulteriori consensi nella classifica nazionale dei sindaci più apprezzati, attestandosi all’89° posto su 97 amministratori locali analizzati dal Governance Poll 2025, l’indagine condotta da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore. Il primo cittadino di Verona registra oggi un gradimento del 47%, con un calo del 6,4% rispetto al giorno dell’elezione e un punto percentuale in meno rispetto a dodici mesi fa.
Il Governance Poll confronta il giudizio attuale dei cittadini con quello espresso alle urne, fotografando il consenso reale degli amministratori in carica. Non si tratta, come precisano gli analisti, di una proiezione di voto, ma di una valutazione sull’operato, indipendentemente dall’appartenenza politica.
In cima alla classifica dei sindaci più amati figura Marco Fioravanti (Ascoli Piceno) con un consenso del 70%, seguito da Michele Guerra (Parma, 65%), vincitore dell’edizione precedente. Al terzo posto, a pari merito con il 61%, ci sono Vito Leccese (Bari) e Gaetano Manfredi (Napoli). La top 10 è completata da sindaci come Mattia Palazzi (Mantova), Paolo Calcinaro (Fermo), Mario Conte (Treviso) e Pierluigi Biondi (L’Aquila), tutti al 60%, oltre a Clemente Mastella (Benevento), Beppe Sala (Milano) e Massimo Mezzetti (Modena) tra coloro che raggiungono il 59%.
Nelle grandi città, il sindaco di Bologna Matteo Lepore si posiziona al 58° posto (53,5%), mentre Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, condivide l’89° posizione con Tommasi, seppur con segnali di lieve miglioramento rispetto all’anno precedente. In calo anche il consenso per Stefano Lo Russo (Torino, 50,5%) al 72° posto, mentre Sara Funaro (Firenze, 55%) guadagna la 34ª posizione.
Sul fronte dei governatori di Regione, Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia) mantiene il primo posto con un gradimento del 66,5%. Subito dopo si piazza Luca Zaia (Veneto), stabile al 66%, ma in crescita rispetto al 2024, quando figurava in terza posizione. Completa il podio Alberto Cirio (Piemonte, 59%), recentemente riconfermato alla guida della Regione.
Il primo presidente di centrosinistra in classifica è Eugenio Giani (Toscana), che con il 58% si piazza al quarto posto. Seguono Roberto Occhiuto (Calabria) e Renato Schifani (Sicilia) con il 56%, quindi Vincenzo De Luca (Campania) con il 54,5%. A rappresentare l’area progressista anche Michele De Pascale (Emilia-Romagna) e Stefania Proietti (Umbria), quest’ultima a pari merito con Attilio Fontana (Lombardia) al decimo posto, tutti con il 52%.
Il calo generale di consenso tra sindaci e presidenti di Regione è stato commentato dal direttore dell’Istituto Noto, Antonio Noto, che ha spiegato come gli amministratori locali finiscano spesso per fare da parafulmine a responsabilità non proprie. In un contesto politico sempre più proiettato verso questioni nazionali e internazionali, sono i sindaci e i governatori a dover affrontare le emergenze locali, diventando il primo bersaglio del malcontento popolare.
L’indagine è stata condotta tra aprile e giugno 2025, con interviste su un campione di 600 elettori per ciascun Comune e 1.000 per Regione, utilizzando metodologie Cati (telefoniche) e Cawi (online). Sono stati esclusi dal sondaggio i Comuni dove si è votato nel 2025 o in cui il sindaco è decaduto.
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Dimettiti!
Già chiamare il tommasino settebellezze sindaco é esageratamente esagerato.