Tommasi apre alla ricandidatura, ma con ironia: “Pronto a fare l’assessore allo Sport”

Il sindaco di Verona lascia intendere un possibile secondo mandato nel 2027 e sottolinea: “Due mandati servono per dare concretezza ai progetti”

Damiano Tommasi

Damiano Tommasi si racconta con leggerezza ma anche con visione politica, ospite del Pantheon People Podcast. Con una battuta – “ono pronto a fare l’assessore allo Sport della prossima giunta di centrosinistra” – il sindaco di Verona ha rotto il ghiaccio sull’argomento ricandidatura. Ma dietro l’ironia, emerge una chiara riflessione sul valore della continuità amministrativa, che sembra confermare la volontà di proseguire l’impegno alla guida della città anche oltre il 2027.

“La realtà è che adesso si discute molto sul numero dei mandati”, ha dichiarato Tommasi, “ma è proprio la durata di due mandati che consente di dare concretezza ai progetti. Un cambio amministrativo rischia di disperdere ciò che è stato avviato, e che se incanalato correttamente potrebbe portare benefici duraturi alla città”.

Verona città concreta, ma con potenziale europeo

Nel corso dell’intervista, il primo cittadino ha offerto una lettura profonda dell’identità urbana di Verona, definendola “una città concreta, che tende a non ostentare le proprie ambizioni, e che storicamente si è riconosciuta in visioni più moderate, spesso espresse dal centrodestra”. Tuttavia, sottolinea Tommasi, “è una città che, se sollecitata nel modo giusto, sa guardare oltre le proprie mura“.

Il sindaco rivendica l’impronta della sua amministrazione: “La nostra proposta politica ha cercato di far sentire Verona protagonista, non solo raccontata ma capace di raccontarsi“. Un messaggio che, secondo lui, ha mobilitato anche una parte dell’elettorato che tradizionalmente si sarebbe astenuto.

Giovani, imprese e identità: una visione europea

Tommasi torna su un concetto che gli è caro: Verona come città europea, non solo nei fatti ma anche nella mentalità. “È fondamentale che la città dia spazio ai sogni dei giovani, offrendo opportunità concrete e ambienti in cui possano immaginare il proprio futuro”. Lo stesso vale per le imprese: “Le multinazionali presenti sul territorio devono sentirsi a casa, anche se operano in un contesto profondamente radicato nella cultura locale”.

Il sindaco sottolinea l’equilibrio tra apertura internazionale e valorizzazione dell’identità territoriale, ritenendolo essenziale per affrontare le sfide economiche e sociali del prossimo decennio.

Il 2027 nel mirino, ma senza annunci ufficiali

Pur evitando di formalizzare una candidatura, Tommasi non esclude un secondo mandato, lasciando intendere che l’orizzonte del 2027 è già parte della sua riflessione politica. La sua visione di Verona come città dinamica ma radicata, ambiziosa ma concreta, europea ma territoriale, sembra delineare il profilo di un amministratore intenzionato a consolidare e sviluppare quanto avviato nel primo mandato.

Intanto, la sua partecipazione al podcast conferma una comunicazione istituzionale più diretta e informale, capace di raggiungere nuove fasce di cittadini, in particolare i giovani, già al centro della sua idea di città futura.

Redazione

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