Dopo i ripetuti blackout registrati in Veneto durante le ultime settimane, i sindacati lanciano un attacco frontale contro Enel ed E-Distribuzione, colpevoli – secondo le sigle – di non garantire adeguati investimenti nella rete elettrica e nel personale tecnico. L’allarme arriva da Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil del Veneto, che in una lettera aperta accusano l’azienda di gestire con logiche finanziarie una rete infrastrutturale sempre più fragile, incapace di reggere la domanda estiva.
A causare i disservizi non sarebbe solo il maltempo, ma soprattutto il sovraccarico dovuto all’aumento dei consumi estivi, in particolare per il funzionamento dei condizionatori d’aria in case, uffici e aziende. Gli episodi segnalati, avvenuti in province come Padova, Venezia, Treviso e Vicenza, potrebbero presto interessare anche Verona e provincia, dove le ondate di calore continuano a intensificarsi.
Secondo i sindacati, Enel – attraverso la controllata E-Distribuzione – ha la responsabilità diretta per oltre l’85% della rete nazionale, ma avrebbe scelto di risparmiare sugli investimenti, preferendo interventi tampone su impianti obsoleti e tagliando organici tecnici necessari per la manutenzione e il potenziamento delle linee. «Le aziende che hanno concessioni pubbliche devono garantire energia per tutti i bisogni – scrivono i sindacati – ma scelgono di riparare solo l’esistente, senza pianificare alcuna modernizzazione strutturale».
Da oltre un anno e mezzo è in corso una mobilitazione sindacale nei confronti di E-Distribuzione, con scioperi e denunce che riguardano le condizioni di lavoro e la carenza cronica di personale operativo. Secondo Cgil, Cisl e Uil, si contano ormai centinaia, se non migliaia, di ordini di servizio non evasi, proprio perché gli organici sono sottodimensionati rispetto alle esigenze reali del territorio.
L’appello dei sindacati si rivolge direttamente alle istituzioni locali, nazionali e alle forze politiche, affinché esercitino un controllo più stringente sulle società concessionarie di servizi pubblici: «Non si può continuare ad attribuire i blackout al caldo o al caso. Sono il risultato di precise scelte industriali e della mancanza di programmazione».
Nel frattempo, ai cittadini viene chiesto di razionalizzare i consumi, ma per i sindacati non può essere la popolazione a sopperire alle carenze strutturali del sistema. Il rischio, spiegano, è che ogni estate si ripresentino guasti e interruzioni, con ricadute su famiglie, attività produttive e infrastrutture critiche.
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