Nel Veronese saranno confermate 12 postazioni fisse di controllo della velocità su 14 totali, mentre il resto del Veneto si prepara a disattivare circa il 30% degli autovelox esistenti. È questo l’effetto del provvedimento firmato dal prefetto Demetrio Martino, che recepisce le indicazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, stabilite dal decreto dell’11 aprile 2024. L’obiettivo è chiaro: garantire che ogni dispositivo sia posizionato in conformità con i criteri di sicurezza stradale e pienamente omologato.
Due sono i dispositivi che verranno rimossi o non installati nel Veronese: quello tra Caprino e Spiazzi – mai attivato – e l’autovelox di Sona in direzione Peschiera, entrambi non più conformi alle nuove disposizioni. Resta invece operativo l’apparecchio di Pai, a Torri del Benaco, posizionato sulla Gardesana Orientale, così come quelli lungo la Tangenziale Nord di Verona e sulla Transpolesana nei pressi di San Giovanni Lupatoto, tra i più discussi dagli automobilisti per la loro efficacia e per la frequenza delle sanzioni.
A livello regionale, i dati parlano chiaro: tre dispositivi su dieci saranno probabilmente disattivati. Il calo è determinato da una verifica tecnica sui requisiti previsti per l’installazione. I nuovi parametri impongono che i dispositivi siano collocati solo in tratti stradali dove il fermo in sicurezza di un veicolo è impossibile, tenendo conto del traffico, della visibilità e delle condizioni strutturali della carreggiata. A rischio sono anche gli autovelox nei centri urbani con limite di velocità inferiore ai 50 km/h, così come quelli su strade extraurbane dove il limite imposto è di oltre 20 km/h più basso rispetto a quanto stabilito dal Codice della Strada.
La questione dell’omologazione resta centrale. Un recente emendamento approvato in Commissione Ambiente e Trasporti della Camera impone infatti ai Comuni di censire non solo le postazioni attive, ma anche di certificare l’omologazione dei dispositivi, come richiesto dalla Corte di Cassazione, che ha stabilito che le multe elevate con apparecchi non omologati sono da ritenersi nulle.
Una sentenza che ha avuto un impatto immediato: le Prefetture e i Giudici di Pace stanno già annullando sanzioni emesse da autovelox approvati ma privi di omologazione. Il tema divide: se da una parte il Codacons ha apprezzato il giro di vite del Ministero, dall’altra ha criticato i ritardi nell’attuazione dei controlli. L’associazione dei consumatori ha sottolineato che quasi il 60% dei dispositivi fissi installati in Italia risale a prima del 2017, la data spartiacque oltre la quale l’omologazione è considerata automatica.
Nel frattempo, i Comuni dovranno aggiornare l’elenco ufficiale dei dispositivi, spegnendo o rimuovendo quelli non in regola entro l’estate. Il decreto rappresenta un passo importante verso una maggiore trasparenza e sicurezza, puntando a ridurre le polemiche sull’uso degli autovelox come strumenti per “fare cassa” piuttosto che per prevenire incidenti.
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