In Veneto l’estate mette a rischio il sistema trasfusionale regionale. Tra alte temperature, partenze per le vacanze e le difficoltà causate da un nuovo sistema informatico, le donazioni di sangue e plasma sono in calo, con potenziali ripercussioni su trapianti, interventi chirurgici e cure salvavita.
A lanciare l’allarme è Avis regionale Veneto, che ha diffuso un appello urgente ai donatori per mantenere costante l’attività di donazione anche durante i mesi estivi, tradizionalmente più critici. I dati parlano chiaro: nei primi cinque mesi del 2025 si è registrata una flessione del 3,3% delle donazioni rispetto allo stesso periodo del 2024 (97.600 contro 100.914), e la provincia di Venezia ha toccato un calo dell’8,35%, il doppio della media regionale.
Tra le cause principali del calo ci sono tre fattori combinati: il grande caldo, che scoraggia molti donatori; le ferie estive, che spingono a posticipare gli appuntamenti; e l’introduzione del nuovo sistema informatico regionale per la prenotazione delle donazioni, gestito da Azienda Zero. Quest’ultimo, secondo Avis, è stato implementato senza un adeguato confronto con le associazioni di donatori, causando problemi di accesso alle idoneità , difficoltà nella prenotazione e rallentamenti generali nelle attività . Le criticità , già emerse nella fase pilota a Vicenza, stanno ora penalizzando la provincia di Venezia, dove le difficoltà operative si riflettono direttamente sulla raccolta.
Il presidente di Avis Veneto, Luca Marcon, ha evidenziato la necessità di un immediato intervento della Regione per risolvere i disservizi prima dell’estensione del sistema ad altre province. Ha inoltre invitato i cittadini a programmare la donazione prima delle vacanze o a fissare un appuntamento per settembre, quando riprenderanno le attività ospedaliere a pieno ritmo. Donare sangue regolarmente è importante anche per la salute del donatore, grazie ai controlli sierologici effettuati su ogni sacca.
Tra gli esami aggiuntivi previsti in estate, anche quello per il West Nile Virus, già attivato a fine giugno. Il test WNV-NAT è in funzione in tutte le province venete e permette di evitare la sospensione dei donatori provenienti da aree a rischio, garantendo la sicurezza della raccolta.
In Veneto, Avis e Abvs Belluno rappresentano l’85% del sistema donazionale, con oltre 132.000 iscritti attivi. Numeri importanti, ma che rischiano di non essere sufficienti se il trend negativo prosegue. Con l’aumento degli incidenti stradali e l’intensificarsi delle emergenze estive, mantenere un livello stabile di donazioni è fondamentale per evitare situazioni critiche.
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