Anziani e farmaci: troppe prescrizioni, uno su quattro è superfluo

Uno studio veronese su pazienti over 65 rivela che molti medicinali sono inutili o pericolosi: riducendoli, si abbassano i ricoveri e si risparmia sulla spesa sanitaria

Due anziani ricoverati per intossicazione da farmaci e una media di 10 pastiglie al giorno per ogni paziente over 65: sono alcuni dei dati emersi da un progetto pilota condotto dall’Università di Verona in collaborazione con l’Aoui e l’Ulss 9 Scaligera. Il lavoro ha coinvolto 70 pazienti fragili ricoverati nei reparti di Geriatria e Medicina interna, sottoposti a un’approfondita rivalutazione terapeutica.

Circa il 40% dei medicinali assunti ogni giorno dagli anziani coinvolti nello studio è risultato non necessario o potenzialmente rischioso per la salute. Su un totale di 836 prescrizioni analizzate, 273 sono state interrotte, con una media di quattro farmaci eliminati per paziente. Un dato che fa riflettere, soprattutto se si considera che oltre 30.000 ultra 65enni nella sola provincia di Verona assumono quotidianamente più di cinque farmaci, spesso indicati da specialisti diversi, aumentando così il pericolo di effetti collaterali e interazioni negative.

Emblematici i casi di due pazienti finiti in Pronto Soccorso a Borgo Trento: uno, ultracentenario, assumeva contemporaneamente cinque farmaci antipertensivi da oltre sei anni senza alcuna revisione clinica; l’altro, 80 anni, era sottoposto a una terapia combinata di due anticoagulanti prescritti da specialisti differenti, arrivando a un totale giornaliero di venti farmaci.

Lo studio, promosso dai professori Gianluca Trifirò e Mauro Zamboni, ha portato anche a una riduzione del 20% delle riospedalizzazioni a tre mesi dalle dimissioni e a un risparmio stimato di circa 56.000 euro all’anno sulla spesa farmaceutica. Fondamentale in questo processo è stato il servizio di “medication review” e “deprescribing”, ovvero la revisione sistematica delle terapie e l’eliminazione delle prescrizioni inutili, realizzata in team da farmacologi clinici, geriatri e internisti.

Il progetto è stato esteso ad altri reparti, tra cui Medicina interna B, C e Medicina d’urgenza, con l’intento di consolidare un nuovo modello di cura per i pazienti anziani complessi. Tra i farmaci più frequentemente oggetto di sospensione vi sono anticoagulanti, antinfiammatori, antipertensivi e benzodiazepine, spesso somministrati senza una valutazione aggiornata delle condizioni cliniche.

«Il fenomeno delle politerapie è in crescita e rappresenta una vera emergenza clinica nei pazienti anziani», ha dichiarato il professor Trifirò. «In molti casi si tratta di persone fragili, affette da più patologie, per le quali una gestione non integrata delle terapie può diventare pericolosa.

Redazione

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