Salta il terzo mandato: corsa aperta alle regionali d’autunno, De Luca e Zaia verso l’uscita

Il Senato boccia l'estensione delle consiliature, sfuma anche la proposta di rinvio elettorale. Centrodestra e centrosinistra già in cerca dei nuovi candidati

Zaia

La Commissione Affari costituzionali del Senato ha messo la parola fine al terzo mandato per i governatori, respingendo l’emendamento del leghista Paolo Tosato con 15 voti contrari, tra cui anche quelli di Fratelli d’Italia. A nulla è servita l’insistenza della Lega, che ha chiesto comunque di andare al voto, nonostante la mancanza di un accordo all’interno della coalizione. Anche il tentativo di Vincenzo De Luca di rinviare la finestra elettorale d’autunno, per completare i progetti del PNRR e chiudere i bilanci, è fallito in Conferenza delle Regioni, dove ha trovato l’opposizione netta del presidente toscano Eugenio Giani.

Con questa decisione, sia il campano De Luca che il veneto Luca Zaia si avviano verso la conclusione della loro esperienza da governatori, salvo sorprese o brevi proroghe. L’uscita di scena dei due presidenti apre ufficialmente la partita delle candidature per le elezioni regionali in cinque Regioni (sei con la Valle d’Aosta) previste in autunno, probabilmente tra il 12 e il 19 ottobre.

Centrodestra: nodo Veneto e incertezza sulle scelte

Il centrodestra dovrà affrontare due snodi complessi: la successione a Zaia in Veneto e l’individuazione di un candidato forte in Campania, dove si prevede una competizione molto serrata con il campo progressista. In Veneto, Fratelli d’Italia potrebbe rivendicare la candidatura con il nome di Luca De Carlo, mentre la Lega spinge per Alberto Stefani, attuale vice di Matteo Salvini.

Forza Italia, dal canto suo, ha assunto un profilo basso, ma chiede un confronto serio per arrivare a una scelta condivisa. Il rischio, secondo l’Udc e altri partiti centristi, è quello di continuare con “prove di forza individuali”, che potrebbero minare l’unità della coalizione. L’unica candidatura certa al momento è quella di Francesco Acquaroli nelle Marche, dove il presidente uscente proverà a ottenere il secondo mandato.

Centrosinistra: verso il 4-1, ma la Campania è un rebus

Sul fronte opposto, il centrosinistra si presenta con una strategia più definita, puntando a un possibile 4-1 nel computo delle Regioni. In Toscana, il presidente uscente Eugenio Giani si ricandiderà, mentre nelle Marche il nome scelto è quello di Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, pronto a tentare la riconquista della Regione strappandola al centrodestra.

In Puglia, il nome su cui si concentra il Partito Democratico è Antonio Decaro, ma si attende ancora il via libera ufficiale da parte di tutta la coalizione. Il Veneto, invece, è considerato quasi irrimediabilmente perso, salvo eventuali divisioni nel centrodestra.

In Campania, la situazione è molto più complessa: la guida della Regione potrebbe passare al Movimento 5 Stelle, con Roberto Fico in prima linea come candidato. Una scelta che trova forte resistenza da parte di De Luca, ancora influente nella politica locale. La mancanza di un’intesa tra PD e M5S, avvertono i democratici, rischia di rendere contendibile la Regione, proprio ora che il campo largo avrebbe bisogno di compattezza.

Il calendario si stringe, urge trovare l’intesa

Con le elezioni previste per ottobre, e il clima politico che si scalda già a giugno, i partiti devono accelerare nella definizione delle candidature. Il rischio è arrivare impreparati a una campagna elettorale breve ma intensa. I prossimi giorni saranno decisivi, soprattutto per il centrosinistra che dovrà risolvere il rebus campano e ufficializzare i nomi in Puglia e Marche.

Nel centrodestra, invece, la gestione della successione a Zaia sarà il vero banco di prova per la tenuta della coalizione, chiamata a dimostrare coesione nonostante le divergenze interne.

Redazione

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