’Ndrangheta a Verona, allarme Dia: radicamento trentennale e rischio economico elevato

Nel mirino delle inchieste beni confiscati, imprese infiltrate e 2.177 operazioni sospette. Il Veneto si conferma un territorio attrattivo per le mafie

Verona

La 5ª Commissione consiliare del Comune di Verona ha acceso i riflettori sulla presenza della criminalità organizzata nell’economia provinciale. Durante la seduta, il vicequestore della Dia di Padova, Cosimo Mancini, ha presentato i dati più recenti della Relazione semestrale della Dia al Parlamento, evidenziando come il Veneto – e in particolare Verona – rappresenti un’area di grande interesse per le mafie, grazie alla vivacità economica e alla densità imprenditoriale.

In provincia di Verona risultano attualmente 113 beni e 8 aziende confiscate, dislocati in 17 Comuni. Un dato che riflette la profonda infiltrazione mafiosa nel tessuto economico e sociale locale, rafforzata dalle due inchieste cardine degli ultimi anni: Isola Scaligera e Taurus, entrambe legate alla ’ndrangheta.

Radicamento storico e conferma in Cassazione

L’inchiesta Taurus, condotta dai Carabinieri, è stata tra le più rilevanti e ha portato alla sentenza definitiva della Cassazione, che ha riconosciuto l’esistenza di un’associazione ’ndranghetista stabile e operativa nel Veronese da decenni, legata direttamente alle cosche calabresi. Secondo la Corte, famiglie storiche della ’ndrangheta si sono trasferite a Verona a partire dagli anni ’80, portando con sé logiche mafiose e modelli di controllo economico del territorio.

La diretta affiliazione con la ’ndrangheta di Reggio Calabria ha reso queste presenze non solo stabili ma anche strutturate, capaci di intervenire nei settori chiave dell’economia locale, dalle costruzioni alla logistica.

Verona prima in Veneto per operazioni sospette di riciclaggio

Un altro segnale di allarme arriva dal fronte finanziario. Secondo i dati UIF della Banca d’Italia, Verona ha registrato 2.177 operazioni finanziarie sospette, classificandosi al primo posto in Veneto per rischio riciclaggio. La Prefettura ha emesso negli ultimi tre anni oltre 30 interdittive antimafia, colpendo aziende spesso riconducibili alla criminalità organizzata calabrese nei settori di costruzioni, trasporti, intermediazione di manodopera, turismo e ristorazione.

Amministrazione in prima linea, ma servono strumenti nazionali

L’assessora alla Sicurezza e Legalità Stefania Zivelonghi ha ribadito l’impegno dell’amministrazione comunale nel contrasto alla criminalità organizzata, sottolineando la necessità di una sede della Direzione Distrettuale Antimafia a Verona. Ha inoltre ricordato l’allarme lanciato dalla Guardia di Finanza, che durante le celebrazioni per il 251° anniversario ha illustrato le connessioni tra mafie ed economia locale, evidenziando come la dinamicità economica della città sia un punto di forza ma anche una vulnerabilità.

Romani (Avviso Pubblico): le mafie operano come banche silenziose

Nel suo intervento, Pier Paolo Romani, coordinatore nazionale di Avviso Pubblico, ha descritto un modello mafioso che oggi agisce silenziosamente, con modalità finanziarie e imprenditoriali più che con atti di violenza. Secondo Romani, la ’ndrangheta è radicata nel territorio veronese da almeno trent’anni, in continuità con quanto confermato dalle indagini giudiziarie.

Le mafie, ha aggiunto, preferiscono oggi operare senza clamore, sfruttando la corruzione e i canali finanziari, in modo da non generare allarme sociale. Le inchieste giudiziarie su reati fiscali e traffico di stupefacenti restano le principali fonti per far emergere la presenza criminale sul territorio.

Il Veneto resta terreno fertile per gli affari mafiosi

Dalla seduta della Commissione consiliare emerge un quadro chiaro: il Veneto è un territorio ad alta attrattività per le mafie, che utilizzano l’economia legale per reinvestire e riciclare capitali. Le amministrazioni locali, insieme agli organismi di controllo e alle forze dell’ordine, sono chiamate a rafforzare la vigilanza e promuovere la cultura della legalità, per evitare che le mafie continuino a prosperare in silenzio.

Redazione

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