Situazione critica nel carcere di Montorio, alle porte di Verona, dove una recente ispezione sanitaria ha evidenziato gravi carenze strutturali e igienico-sanitarie, oltre a un sovraffollamento ben oltre i limiti regolamentari. A diffondere le informazioni è stata l’associazione Luca Coscioni, che ha ottenuto la documentazione tramite un accesso civico avviato nel dicembre 2024, raccogliendo le relazioni inviate dalle aziende sanitarie locali.
Nel dettaglio, il carcere veronese presenta 592 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 355, con un incremento costante nel corso dell’anno. All’interno della struttura, mancherebbero i bidet, le docce risultano in stato fatiscente e molte celle non dispongono né di acqua calda né di sistemi di raffrescamento. Ancora più preoccupante, secondo il report, è la situazione delle camere per l’osservazione psichiatrica, sprovviste di impianti funzionanti e inadeguate a garantire l’assistenza necessaria.
Le criticità rilevate a Montorio si inseriscono in un quadro regionale allarmante: anche le altre case circondariali del Veneto mostrano gravi segni di deterioramento. A Belluno, infiltrazioni, muffa, carenza di docce e infissi danneggiati rappresentano la norma, mentre alcune sezioni sono chiuse per inadeguatezza strutturale. A Treviso, dove si contano 231 detenuti su 141 posti regolamentari, si segnalano assenza di acqua calda, muffe diffuse, arredi logori e una situazione definita “di sovraffollamento evidente”.
Vicenza non fa eccezione: 357 detenuti per una capienza di 278, cucine non a norma e celle dei semiliberi sovraffollate. Anche le strutture veneziane di Santa Maria Maggiore e Giudecca sono oggetto di monitoraggio, ma i problemi di sicurezza e restrizione fisica restano irrisolti.
A livello nazionale, la situazione non migliora. Secondo i dati aggiornati al 29 maggio 2025, i detenuti nelle carceri italiane sono 62.722 a fronte di una capienza regolamentare di 51.280, di cui oltre 4.400 posti non disponibili. Il tasso di sovraffollamento medio raggiunge così il 134%, aggravato dall’assenza in molti istituti di interventi di ordinaria manutenzione, come sottolinea l’associazione.
Proprio per dare voce a chi vive o lavora in queste condizioni, nel 2024 è stata attivata la piattaforma FreedomLeaks, che consente di segnalare in modo anonimo e sicuro le violazioni del diritto alla salute all’interno delle carceri italiane.
L’associazione Luca Coscioni annuncia che proseguirà con azioni legali per denunciare il mancato rispetto delle normative sanitarie e per chiedere un intervento strutturale e urgente da parte delle istituzioni. Le relazioni raccolte rappresentano un primo passo verso una trasparenza necessaria, ma richiedono ora risposte concrete e un impegno politico per la dignità e i diritti delle persone detenute.
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E se ne parla ancora ma non si fa nulla di nulla. Dov’è lo stato?