È stato arrestato nel pomeriggio di lunedì a San Michele Extra il 35enne rumeno accusato di violenza sessuale aggravata e rapina. L’uomo, senza fissa dimora e con precedenti, avrebbe fatto irruzione lo scorso 11 maggio nell’abitazione di una giovane donna a Verona, sorprendendola nel sonno e costringendola a subire ripetute violenze sotto la minaccia di un coltello.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’aggressore si sarebbe introdotto nell’appartamento con volto coperto da casco e mascherina chirurgica, per poi derubare la vittima di una somma di denaro custodita tra i suoi effetti personali. Prima di fuggire, l’uomo l’avrebbe ulteriormente minacciata, intimandole di non sporgere denuncia, pena una nuova aggressione.
La denuncia e l’intervento immediato
Nonostante lo shock e le minacce ricevute, la giovane ha trovato il coraggio di contattare i Carabinieri non appena l’uomo si è allontanato. Il pronto intervento delle forze dell’ordine ha permesso di acquisire elementi probatori fondamentali nelle ore immediatamente successive al fatto.
Attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza della zona, i militari sono riusciti a identificare l’uomo e a ricostruire il percorso effettuato, sia in avvicinamento che in fuga. Le immagini lo ritraevano a bordo di uno scooter con la targa occultata da un panno giallo, stratagemma usato per eludere l’identificazione.
L’arresto e le prove trovate in casa
Raccolti gli indizi, la Procura della Repubblica di Verona ha richiesto una misura cautelare in carcere, concessa dal GIP del Tribunale scaligero. Lunedì pomeriggio, i Carabinieri hanno individuato la dimora dell’uomo e lo hanno tratto in arresto, procedendo contestualmente a una perquisizione approfondita.
All’interno dell’abitazione sono stati rinvenuti il casco, la mascherina, gli abiti usati durante l’aggressione, il coltello impiegato per minacciare la vittima, lo scooter e il panno giallo utilizzato per coprire la targa. Tutti elementi che hanno ulteriormente rafforzato il quadro indiziario.
Attualmente detenuto a Montorio
Il 35enne, al termine delle formalità di rito, è stato trasferito presso la casa circondariale di Montorio, dove resta in attesa delle successive fasi processuali. Il caso, che ha suscitato grande indignazione, mette in evidenza l’efficacia del sistema di videosorveglianza urbana e la prontezza operativa dell’Arma, intervenuta in tempi strettissimi.
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