A Verona i rinforzi promessi per le forze dell’ordine arriveranno solo a novembre. Lo ha confermato il piano nazionale di potenziamento della sicurezza presentato dal ministero dell’Interno, che non prevede alcun nuovo agente in arrivo per la città scaligera durante il mese di giugno.
Un cambio di rotta rispetto a quanto annunciato lo scorso gennaio dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che aveva parlato dell’arrivo di 130 unità tra Polizia e Carabinieri entro l’anno. Inizialmente si ipotizzava una prima ondata di rinforzi per l’estate, ma il cronoprogramma ufficiale segnala che Verona dovrà attendere l’autunno per vedere un effettivo incremento dell’organico.
Nessun agente nel piano di giugno
Il piano di assegnazioni pubblicato dal Viminale per il mese di giugno esclude Verona dalla lista delle città destinatarie di nuovi agenti. Una notizia accolta con delusione da istituzioni locali e cittadini, soprattutto in un periodo in cui si è registrato un incremento della percezione di insicurezza urbana.
Il rinvio dell’arrivo degli agenti non è stato accompagnato da spiegazioni dettagliate, ma potrebbe essere legato a esigenze di bilanciamento nazionale delle risorse o a priorità emergenziali in altri territori.
I 130 rinforzi previsti restano confermati, ma in ritardo
Secondo fonti ministeriali, i 130 rinforzi annunciati non sono stati cancellati, ma posticipati. Le nuove assegnazioni dovrebbero concretizzarsi a partire da novembre, probabilmente in più fasi, con arrivi scaglionati fino alla fine dell’anno.
Si tratterà di personale proveniente da scuole di formazione o da trasferimenti interni, destinato a rafforzare il presidio del territorio e a supportare le attività di prevenzione e controllo, in particolare nei quartieri più critici e nelle zone periferiche della città.
La risposta delle istituzioni locali
Il sindaco e la Prefettura hanno espresso preoccupazione per il ritardo, sottolineando come la carenza di organico limiti la capacità operativa delle forze dell’ordine, già messe alla prova da emergenze legate a microcriminalità, furti e situazioni di degrado urbano.
La richiesta di un’accelerazione nei tempi resta sul tavolo, ma al momento il cronoprogramma nazionale sembra definitivo.
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