A Verona bere un caffè al bar continua a costare meno che nel resto del Veneto, con un prezzo medio che si attesta su 1,21 euro per tazzina, secondo quanto rilevato dall’Osservatorio Prezzi di Fipe Confcommercio su dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La cifra, aggiornata ad aprile, segna un aumento di soli 4 centesimi rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, quando l’espresso veniva servito a 1,17 euro.
La provincia scaligera si conferma quindi la più conveniente della regione, anche in un contesto di aumento generalizzato dei costi per energia, materie prime e affitti commerciali. “La percezione di un rincaro va letta tenendo conto del valore iniziale, che resta molto contenuto”, ha spiegato Paolo Artelio, presidente di Fipe Confcommercio Verona. “Solo 4 centesimi in più in un anno, nonostante le difficoltà crescenti per gli esercenti”.
Il prezzo dell’espresso rimane tra i più bassi non solo in Italia, ma anche a livello europeo, dimostrando una resistenza significativa rispetto alla pressione inflazionistica. Una tendenza che si riflette anche nei dati nazionali, dove i servizi – come bar e ristorazione – mostrano dinamiche di prezzo più lente rispetto ai beni di consumo.
Il direttore generale di Confcommercio Verona, Nicola Dal Dosso, ha fornito un’analisi più ampia: “I prezzi nei servizi si adeguano in ritardo. Ad aprile 2022, con l’inizio dell’ondata inflattiva, il caffè costava 1,13 euro. Oggi siamo a 1,21, per un aumento del 7,1%, ben al di sotto dell’inflazione generale che nello stesso periodo ha toccato l’11,1%”.
Tuttavia, dietro ogni centesimo in più c’è una realtà economica complessa. Il caffè rappresenta un pilastro del fatturato giornaliero dei bar, ma l’aumento dei costi fissi come canoni di locazione, utenze e personale rende sempre più complicato mantenere i prezzi contenuti. “Offrire ogni giorno un prodotto apprezzato, a un prezzo vicino all’euro, è una sfida – ha aggiunto Artelio –. E ogni anno, purtroppo, molte attività sono costrette a chiudere proprio per l’insostenibilità del modello economico”.
La stabilità del prezzo del caffè a Verona emerge così come un indicatore di equilibrio tra domanda, offerta e capacità di assorbire i rincari, ma al tempo stesso evidenzia le difficoltà strutturali di un settore fondamentale per la vita quotidiana e il tessuto sociale delle città.
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