Un pregiudicato veronese di 38 anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona, in relazione a due episodi di rapina aggravata avvenuti lo scorso 3 marzo e 22 maggio. A carico dell’uomo sono state emesse due ordinanze di custodia cautelare in carcere, eseguite dalla Squadra Mobile.
Le due rapine a segno in farmacia
Le indagini hanno preso il via a seguito della prima rapina, commessa il 3 marzo 2025 ai danni della farmacia Agec “Borgo Nuovo”. In quell’occasione, il malvivente aveva fatto irruzione armato di un grosso coltello, minacciando la farmacista e costringendola a consegnare il denaro. L’intera scena era stata ripresa dal sistema di videosorveglianza interno, fornendo agli investigatori elementi decisivi per l’avvio dell’attività di ricostruzione.
Il secondo episodio si è verificato il 22 maggio 2025 presso la farmacia Agec “Chievo”, sempre nelle fasi finali della giornata. Anche in questo caso l’aggressore, armato di coltello da cucina e in sella a una bicicletta, ha minacciato la dipendente e si è fatto consegnare il contenuto della cassa. Il volto parzialmente scoperto dell’uomo ha contribuito alla sua identificazione, rafforzata da riscontri raccolti nel corso delle indagini.
L’indagine della Squadra Mobile
L’attività investigativa è stata condotta dalla Sezione Reati contro il patrimonio della Squadra Mobile e si è basata su un lavoro dettagliato di analisi delle immagini video, sopralluoghi e testimonianze. Tutti gli elementi hanno portato a ritenere il 38enne gravemente indiziato per entrambi gli episodi.
In entrambi i casi, il modus operandi è stato simile: irruzione in farmacia, minaccia con coltello, rapina e fuga in bicicletta. Il quadro probatorio raccolto ha permesso alla Procura di emettere le misure cautelari, con il trasferimento del sospettato presso la Casa circondariale di Verona – Montorio.
Fase preliminare e presunzione d’innocenza
I due procedimenti giudiziari sono attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come stabilito dalla legge, la responsabilità dell’indagato sarà accertata solo con sentenza definitiva. L’uomo è al momento a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per ulteriori sviluppi investigativi.
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