Referendum lavoro e cittadinanza: Bonfante (Pd Verona) commenta l’esito e rilancia sul salario minimo

Il segretario provinciale del Partito Democratico di Verona riflette sul mancato quorum, sottolineando la centralità delle battaglie sociali portate avanti durante la campagna

Franco Bonfante

Nonostante il mancato raggiungimento del quorum, il Partito Democratico rivendica l’impegno a sostegno dei diritti dei lavoratori. A dirlo è Franco Bonfante, segretario provinciale del Pd Verona, che ha commentato i risultati dei referendum su lavoro e cittadinanza, sottolineando come l’obiettivo fosse noto e difficile da raggiungere, ma che la consultazione ha avuto un valore politico e sociale rilevante.

“Sapevamo che il quorum sarebbe stato difficilissimo da raggiungere” afferma Bonfante, “ma il significato del referendum va oltre l’esito numerico. La destra ha evitato il confronto di merito, preferendo la speculazione politica”.

Partecipazione in calo, ma numeri attesi

Secondo il segretario, la flessione costante dell’affluenza alle urne, già evidente nelle ultime tornate elettorali nazionali e comunali, rendeva prevedibile un risultato inferiore alla soglia richiesta. Tuttavia, Bonfante sottolinea che una partecipazione attorno al 30% con almeno 12 milioni di votanti era comunque una performance dignitosa, che rispecchia i dati attualmente disponibili sia a livello locale che nazionale.

Una considerazione che mira a ridimensionare la narrazione del “fallimento” del referendum e a valorizzare l’attivazione politica e sociale che il percorso referendario ha comunque stimolato, specialmente tra i giovani e i lavoratori.

Salario minimo, sicurezza e diritti: la rotta del Pd

Per Bonfante, la vera posta in gioco era la coerenza del Partito Democratico nel porsi accanto ai bisogni concreti dei cittadini, e in particolare dei lavoratori. In questo senso, la campagna referendaria avrebbe consolidato le basi per iniziative legislative sul salario minimo, una delle priorità programmatiche del Pd, insieme al contrasto alla precarietà lavorativa e al rafforzamento delle tutele sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

“Abbiamo rafforzato la nostra credibilità sui temi del lavoro” afferma il segretario, “ed è da qui che intendiamo proseguire, con proposte concrete e coerenti”.

L’accento posto da Bonfante su dignità salariale, lotta agli infortuni e stabilità occupazionale rilancia il ruolo del Pd come forza di riferimento nel panorama del lavoro, in un momento di crescente disaffezione e frammentazione dell’elettorato.

Attesa per l’analisi del voto

In conclusione, Bonfante ha annunciato che il Pd attende ora i dati disaggregati sui singoli quesiti per poter condurre un’analisi più dettagliata dell’esito referendario, utile anche a calibrare le future iniziative politiche e parlamentari.

Un passaggio che conferma la volontà di non disperdere il capitale politico e partecipativo generato dal referendum, anche in assenza del quorum.

Redazione

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