L’anno scolastico 2025/26 inizierà con un cambio massiccio di cattedre nella provincia di Verona: il 50,7% delle richieste di trasferimento presentate dagli insegnanti è stato accolto. Lo ha reso noto l’Ufficio scolastico regionale del Veneto, che ha registrato 603 spostamenti su 1.190 domande inviate, numeri che segnano una mobilità sopra la media e destinata a incidere sulla composizione dei collegi docenti di molti istituti.
A pesare su questa ondata di trasferimenti sono soprattutto due fattori: da un lato le modifiche introdotte dal nuovo contratto di lavoro, che ha esteso il diritto alla mobilità ai genitori con figli minori di 16 anni e ai docenti con genitori over 65; dall’altro, l’effetto dei corsi abilitanti frequentati in particolare da insegnanti della primaria, che hanno così potuto richiedere passaggi di ruolo o di cattedra.
I movimenti più numerosi riguardano le scuole superiori, con 266 docenti in uscita, seguite dalla primaria (161), dalle medie (132) e infine dalla scuola dell’infanzia (44). Pochi invece i trasferimenti verso Verona da altre regioni: solo 39 richieste accolte in ingresso, a fronte di un esodo ben più consistente. Il bilancio definitivo, però, sarà chiaro solo dopo le immissioni in ruolo e l’assegnazione delle supplenze.
Tra gli istituti con il numero più alto di trasferimenti figura quest’anno il liceo Fracastoro, dove nove docenti lasceranno la sede, un numero più che doppio rispetto alla media abituale. L’istituto è al momento sotto la guida di una reggenza, e le recenti tensioni tra corpo docente e dirigenza sembrano aver contribuito a innescare la decisione di molti insegnanti di cambiare scuola.
Nel complesso regionale, il Veneto ha accolto il 59,7% delle 6.022 richieste di mobilità, in crescita rispetto al 54% dell’anno precedente. Secondo il direttore dell’USR Marco Bussetti, si tratta di un segnale positivo, che indica una maggiore capacità del sistema di rispondere ai bisogni del personale scolastico. Dei 3.595 trasferimenti autorizzati, ben 2.971 avverranno all’interno del territorio veneto. Le province più coinvolte sono Vicenza (704 movimenti) e Padova (679), mentre Rovigo detiene la percentuale più alta di accoglimento, con il 70,4% delle domande soddisfatte.
Il turn-over generato da questa mobilità rappresenta una sfida ma anche un’opportunità per le scuole, che dovranno gestire l’equilibrio tra continuità didattica e integrazione di nuove risorse, in un contesto di riforme e trasformazioni che sta profondamente cambiando il volto dell’istruzione italiana.
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