Stop alla musica fino all’alba, ai giovani accalcati sotto le stelle e alle polemiche che per anni hanno accompagnato la movida sulle Torricelle. Il noto locale “Amen”, punto di riferimento serale sulle colline di Verona, cambia volto e diventa “Oazi Verona”, con l’intento dichiarato di lasciarsi alle spalle critiche, tensioni e disagi vissuti nel recente passato.
Domenica 9 giugno sarà il giorno della riapertura ufficiale, dopo una settimana di chiusura per riorganizzare spazi, identità e offerta. «Eravamo diventati un bersaglio, anche quando non avevamo colpe», spiega Andrea Bellomi, titolare del locale. «Vogliamo ripartire da zero, con un nuovo nome e un pubblico più maturo.»
La prima novità riguarda l’età minima per accedere: da ora in poi si entrerà solo dai 21 anni in su. Una scelta chiara per selezionare la clientela e allontanarsi dalle abitudini rumorose e notturne associate alle generazioni più giovani. Il format resterà legato alla ristorazione, con aperitivi e cene al tramonto, ma la musica cambierà registro: niente più dj set ad alto volume, ma selezioni “soft” per creare un’atmosfera più rilassata.
Il cambiamento non nasce solo da una riflessione commerciale, ma anche dalla volontà di ricucire il rapporto con il quartiere, spesso in tensione con le attività serali del locale. Le lamentele dei residenti, negli anni, hanno riguardato rumori notturni, traffico disordinato, parcheggi selvaggi, corse in auto e persino episodi di risse. Situazioni che hanno attirato l’attenzione delle forze dell’ordine e acceso i riflettori sul locale, spesso indicato – secondo il titolare – come il colpevole principale anche in assenza di responsabilità dirette.
«Siamo i primi a voler fare le cose nel modo giusto», ribadisce Bellomi. «Questa attività dà lavoro a diverse persone e, come famiglia, abbiamo deciso di cambiare approccio per lavorare in serenità e senza tensioni continue. Abbiamo ascoltato le critiche e abbiamo scelto la trasformazione».
Il nome “Oazi” non è casuale: vuole evocare un luogo di pausa, benessere e convivialità lontano dal caos. E anche se il locale resta nella stessa posizione panoramica, affacciato su uno dei luoghi più suggestivi della città, l’intento è quello di segnare un punto di rottura con il passato e proporre un’offerta più elegante e rispettosa del contesto.
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