Una catena tirata tra due pali, un cartello di “strada privata” e il sentiero europeo E5 si interrompe a Montecchio, frazione collinare del Comune di Negrar. Succede a poca distanza dalla chiesa, dove il cammino che collega Verona con Costanza viene ostacolato da una chiusura posta da un privato cittadino, che rivendica la proprietà esclusiva di quel tratto.
La vicenda, che potrebbe sembrare un banale scontro di confini, mette invece in discussione la continuità di uno dei più importanti percorsi escursionistici d’Europa, attraversato ogni anno da centinaia di camminatori. A sollevare la questione sono stati escursionisti, agricoltori della zona e residenti, che si sono trovati davanti all’ostacolo inaspettato. Il passaggio era, fino a poco tempo fa, liberamente accessibile, utilizzato anche come scorciatoia per raggiungere terreni agricoli.
Il tratto interessato risulta una “strada vicinale”, ovvero una via privata a uso pubblico, e fa parte a pieno titolo del tracciato ufficiale del sentiero E5. Tuttavia, il privato ha provveduto alla chiusura dell’accesso, installando anche un cancello metallico sul versante opposto. Il Comune di Negrar, per voce del sindaco Fausto Rossignoli, ha confermato l’esistenza di una disputa legale aperta: da un lato una delibera comunale che riconosce l’uso pubblico del suolo, dall’altro i documenti di proprietà presentati dal cittadino che ha chiuso il passaggio.
L’amministrazione locale, pur non avendo competenza diretta sul suolo, ha avviato un percorso di dialogo per evitare l’inasprimento della situazione. L’assessore al Patrimonio, Giulio Saturni, ha precisato che si stanno svolgendo incontri per giungere a una soluzione condivisa tra le parti. Ma se il confronto non porterà a risultati concreti, non si esclude l’ipotesi di un intervento legale.
Secondo il Comitato dei gruppi alpinistici veronesi, il tratto in questione costituisce una variante dell’E5 riservata a escursionisti esperti, in quanto attraversa la Val Borago, zona di pregio ambientale ma soggetta a rischio scivolamenti a causa dell’umidità del fondo. Maurizio Boni, ex presidente del Comitato regionale della FIE, ha ricordato come in passato il sentiero fu segnato anche grazie a semplici accordi verbali con i proprietari. Accordi che oggi non hanno più valore legale, generando vuoti normativi e controversie simili anche in altre zone del percorso, come nel Pasubio, dove tratti sono stati definitivamente cancellati.
Il sentiero europeo E5, che parte dall’Atlantico e attraversa le Alpi fino all’Italia, toccando anche Verona, è uno dei percorsi escursionistici più lunghi del continente, con una tratta italiana di circa 600 km. Tuttavia, se questioni simili non troveranno soluzioni stabili, la continuità del cammino potrebbe essere compromessa, mettendo a rischio la sua fruizione turistica, sportiva e culturale.
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