Ca’ Filissine, tensioni politiche sulla bonifica: scontro aperto sui meriti del finanziamento

65 milioni in campo per il risanamento della discarica, ma partiti e amministratori si dividono su chi debba prendersene il credito

L’avvio dell’impianto per il trattamento del percolato, annunciato nei giorni scorsi, riaccende vecchie rivalità sulle responsabilità e i meriti del lungo iter che ha portato al finanziamento da 65 milioni di euro.

Dal Partito Democratico arrivano parole dure contro l’assessore regionale all’Ambiente Giampaolo Bottacin, accusato di essersi intestato il merito per le risorse ottenute. Secondo l’ex sindaco Luigi Cadura, i fondi sono frutto di un lavoro iniziato nel 2015 con la quantificazione del costo complessivo della bonifica, e finanziato attraverso due tranche dai governi Renzi e Gentiloni, ben prima che Bottacin ricoprisse il suo attuale incarico.

A sostenere questa ricostruzione anche Diego Zardini e Alessia Rotta, già deputati Pd: i due sottolineano come i 65 milioni furono inseriti in una manovra più ampia del 2016, validata dalla Corte dei Conti nel 2017, e seguita dalla firma dell’accordo di programma nel 2019. Il Pd denuncia inoltre l’ostilità iniziale del centrodestra in Parlamento verso le modifiche legislative necessarie per rendere Ca’ Filissine un sito idoneo all’intervento statale.

La Lega risponde: “Un lavoro corale, non c’è spazio per primogeniture”

A replicare è l’europarlamentare Paolo Borchia, che rivendica il ruolo della Lega e degli enti locali nel portare avanti il progetto. Secondo Borchia, la bonifica è il frutto di una sinergia tra Regione, Comune di Pescantina e Veneto Acque, e politicizzare il processo sarebbe ingeneroso. Il finanziamento, afferma, è stato richiesto formalmente dalla Regione già alla fine del 2015 e successivamente ottenuto grazie a un lavoro condiviso tra istituzioni.

Le voci dei sindaci: soddisfazione ma anche dubbi

Sul tema intervengono anche gli ex sindaci di Pescantina. Alessandro Reggiani, alla guida dal 2004 al 2013, esprime soddisfazione per il progresso ma anche preoccupazione per la reale efficacia degli interventi: «I tempi sono stati lunghissimi e resta da vedere se i fondi saranno sufficienti. L’impianto del percolato era già attivo nel 2013, ma nulla è stato fatto per anni. Dove sono finiti i residui accumulati nel frattempo?».

Più ottimista il successore Davide Quarella, che pone l’accento sull’accordo di programma siglato nel 2019: «È stato il risultato di un percorso complesso che ha richiesto molta determinazione. Vedere l’inizio dei lavori è motivo di orgoglio». L’attuale primo cittadino, Aldo Vangi, ribadisce l’importanza del risultato raggiunto e sottolinea l’impegno del Comune nel garantire trasparenza e controllo sull’avanzamento dell’opera.

Redazione

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