Notte di violenza al Pronto Soccorso di Borgo Trento, a Verona, dove un cittadino marocchino di 45 anni è stato arrestato per lesioni personali aggravate e detenzione ai fini di spaccio. I fatti si sono verificati tra lunedì 19 e martedì 20 maggio, quando l’uomo, in evidente stato di alterazione psicofisica dovuto all’abuso di alcol, ha perso il controllo all’interno della sala d’attesa triage.
Dopo essere stato trasportato in ospedale, ha dato in escandescenze colpendo il divisorio in plexiglass con pugni e testate. Quando un infermiere ha tentato di calmarlo, è stato colpito con calci e con un cellulare lanciato al torace. Il sanitario ha riportato ferite con una prognosi di quattro giorni.
L’arrivo tempestivo delle Volanti della Polizia ha permesso di bloccare l’aggressore, che continuava ad assumere un comportamento aggressivo verso medici e operatori. Dopo una breve colluttazione, è stato arrestato e condotto in Questura. La perquisizione ha portato al rinvenimento di tre dosi di hashish, motivo per cui è stata aggiunta l’accusa di detenzione di droga a fini di spaccio.
L’uomo è risultato irregolare sul territorio nazionale, senza fissa dimora e con precedenti per reati contro il patrimonio e la pubblica amministrazione. Il giudice, dopo aver convalidato l’arresto, ha emesso una condanna a due anni di reclusione con sospensione condizionale della pena, concedendo contestualmente il nulla osta all’espulsione dal Paese.
L’episodio riaccende i riflettori sulla sicurezza nei pronto soccorso italiani, dove il personale sanitario è sempre più frequentemente vittima di aggressioni durante il servizio. Si tratta di una problematica che richiede interventi strutturali e urgenti, per tutelare chi opera quotidianamente in prima linea.
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Mettere a fine della coda, quando tocca tocca…